in

L’emergenza Coronavirus e i disabili dimenticati

Dimensioni testo

Ci sono storie che in un paese civile non vorresti mai ascoltare perché arrivano dritte al cuore per quanto sono ingiuste, che non solo è necessario ma anche doveroso raccontare, affinché qualcosa possa cambiare. Le misure per contenere la diffusione del coronavirus colpiscono tutti gli italiani in modo indiscriminato ma c’è una fetta della popolazione che è particolarmente esposta alla tragica situazione che stiamo vivendo, sono i deboli e i più fragili: anziani soli, persone senza una casa o un lavoro e i disabili. Nella frenesia della vita quotidiana e nelle preoccupazioni di questi giorni, tendiamo a dimenticarci di loro e dell’emergenza nell’emergenza di chi non ha voce.

Lo stesso vale per i loro cari come i genitori di bambini disabili che vivono quello che sta accadendo con una preoccupazione difficilmente sostenibile. Leggere le parole di un padre che lancia un grido di allarme a nome di tanti altri genitori di bambini disabili costretti ad affrontare l’emergenza del Coronavirus nell’incertezza, nella paura che le poche agevolazioni che lo Stato mette a loro disposizione possano essere sospese e nella difficoltà quotidiana di gestire le esigenze lavorative con i propri figli che richiedono un’attenzione particolare, è toccante per la loro forza di volontà ma trasmette una sensazione di rabbia per come siano lasciati soli.

È ciò che si prova leggendo le parole di Andrea Pastore, padre di una bambina di sette anni sorda a causa di una pregressa storia di meningo encefalite batterica, di un bambino autistico di sei anni e di un altro bimbo di un anno e mezzo residente in provincia di Udine.

Il signor Pastore ha scritto una lettera per raccontare la difficoltà con cui la sua famiglia, così come migliaia di altre famiglie italiane con disabili in casa, stanno vivendo questi giorni. L’ha inviata a decine di personalità, politici, istituzioni, trovando di fronte a sé un muro di silenzio. Quando abbiamo letto le sue parole, siamo rimasti colpiti per l’ingiustizia di ciò che la sua famiglia sta vivendo e crediamo meriti di essere raccontato. I genitori di bambini disabili trascorrono questo periodo con grande ansia e incertezza, come tutti gli italiani hanno difficoltà a parlare con il call center dell’INPS che risulta perennemente occupato e non hanno un canale di comunicazione preferenziale.

Ciò significa non riuscire a capire se i loro figli potranno continuare a usufruire dell’indennità di frequenza garantita nel periodo scolastico e se sì fino a quando.

C’è poi la difficoltà a gestire il lavoro: il decreto “Cura Italia” prevede il congedo parentale concesso nel caso di figli fino a 12 anni pari a 15 giorni mensili retribuiti al 50% ma, come spiega Pastore, è una misura non sufficiente poiché per metà del mese i genitori che svolgono professioni di pubblica utilità (farmacisti, lavoratori della filiera alimentare, spedizionieri…), devono uscire per lavorare non potendo assistere i propri figli.

A ciò si aggiunga che “è estremamente difficile far comprendere ai datori di lavoro che i nostri bambini hanno bisogno della presenza dei genitori sia quali figure di riferimento genitoriale sia quali figure riabilitative, essendo state sospese tutte le misure di supporto e sostegno, pubbliche o private”.

Ti è piaciuto questo articolo? Leggi anche

Avatar
guest
42 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
trackback
RASSEGNA STAMPA DETTI E SCRITTI 20 APRILE 2020 - Detti e Scritti
20 Aprile 2020 16:18

[…] che abbiamo pubblicato pochi giorni fa intitolato “L’emergenza coronavirus e i disabili dimenticati” ha portato a un’interrogazione parlamentare presentata dall’Onorevole Walter Rizetto “per […]

trackback
Che società è quella che dimentica anziani e disabili? – Il blog di Francesco Giubilei
13 Aprile 2020 17:08

[…] che abbiamo pubblicato pochi giorni fa intitolato “L’emergenza coronavirus e i disabili dimenticati” ha portato a un’interrogazione parlamentare presentata dall’Onorevole Walter Rizetto […]

Marco
Marco
31 Marzo 2020 23:09

Grazie Nicola per aver dato spazio anche a chi è in queste situazioni. I genitori di figli con disabilità sono lasciati soli nella maggior parte dei casi dallo stato ed in questa situazione sono fondamentali quali figure riabilitative.

Per fortuna che dopo settimane hanno pensato che alcuni bambini non riescono a rimanere chiusi in casa, magari di pochi m2, non possono capire o hanno esigenze diverse dagli altri.

Grazie di aver pensato anche a chi ha altre difficoltà che non sono solo il virus.

Sal
Sal
31 Marzo 2020 19:16

Ragazzi, invito tutti voi a far leggere ai vostri figli i commenti di Fabio Bertoncelli: “Studia, figlio mio. E impara. E ragiona. Altrimenti diventerai come Fabio Bertoncelli”.

lucia
lucia
31 Marzo 2020 17:17

non avevo mai sentito dire che il volontariato e l’ assistenza fossero di sinistra, però! Anche al volontariato si vuole dare un’appartenenza politica, complimenti!!

Patrizio Data
Patrizio Data
31 Marzo 2020 16:46

C’è sempre il modello olandese:

Eutanasia da 0 a 12 mesi e da 12 a 16 anni.

Sembra che sia stato presentato alla camera bassa del parlamento un rapporto, che afferma che l’84 percento dei pediatri olandesi ritiene necessario introdurre la morte assistita nell’ultima zona franca dell’esistenza, quella dagli 1 ai 12 anni.

Auguriamoci di non arrivare a questo in Italia.

Mi ricorda tanto Aktion T4.

Vi ricordate Ausmerzen di Marco Paolini? Se non l’avete visto ve lo consiglio, ma bisogna avere lo stomaco forte.

Stiamo vivendo in una società dove i pesi sono anziani, disabili, malati.

Marco
Marco
31 Marzo 2020 15:56

Prima di votare dobbiamo sopravvivere ricordatelo tutti….io mamma disabile abbandonata a casa e quattro figli…..appena finiscono i soldini per fare la spesa vedrete cosa accadrà in Italia e il sig.no Conte farà una bella quarantena lunga parecchi anni, con tutte le prese per i fondelli che ci stanno raccontando….

step
step
31 Marzo 2020 15:08

Questo governo è tutto intento a comunistizzare l’Italia, con la scusa dell’emergenza, figuriamoci se pensa agli anziani o ai disabili. I cosiddetti “progressisti” sono i primi assassini delle categorie più deboli, ma questo moralismo ipocrita è agli sgoccioli, prima o poi si voterà…