
Esulta Elly Schlein. Esulta e si esalta per l’esito della tornata elettorale newyorkese che ha visto prevalere il candidato democratico Zohran Mamdani, eletto proprio nelle scorse ore sindaco della Grande Mela dopo aver avuto la meglio sull’ex governatore dello stato di New York Andrew Cuomo.
“Splendida vittoria di Zohran Mamdani a New York!”, ha esordito raggiante in una nota la segretaria dem. “La sinistra torna a vincere con parole e programmi chiari su stipendi dignitosi, sanità davvero universale, sul diritto alla casa, sui trasporti e i nidi gratis per chi non ce la fa. Da tutta la comunità del Partito Democratico congratulazioni al nuovo sindaco di New York!”, conclude entusiasta la Schlein.
D’altronde, come biasimare la povera Elly, la quale, non riuscendo più neppure a contare le disgrazie proprie, si ritrova continuamente a dover mostrare vivo compiacimento per le gioie altrui. Ma il vero paradosso, perché di tale si tratta, non risiede tanto nel fatto che questo Pd, abituato com’è a collezionare batoste e insuccessi, debba necessariamente esaltarsi per risultati elettorali non propri, quanto, piuttosto, il fatto che a essere stato issato come simbolo della decantata riscossa dem sia stato proprio Zohran Mamdani. Sebbene democratico, il neo sindaco di New York dovrebbe infatti rappresentare, specie per un Pd che si professa convintamente forza moderata, atlantista ed europeista, tutto fuorché un reale modello da seguire.
Leggi anche:
- Quello che non vi dicono sulla “straordinaria” vittoria di Mamdani
- Mamdani, vai col Var: era teso quel braccio?
Nel recente passato, infatti, Mamdani ha più volte manifestato posizioni alquanto opinabili e spesso persino radicali, utilizzando anche slogan estremi, come quelli inneggianti l’intifada globale o lo smantellamento delle forze di pubblica sicurezza. A ciò, si aggiunga inoltre la sciocca retorica antioccidentale sull’impellente necessità di un processo di decolonizzazione e sulla lotta al modello capitalista, l’anti-sionismo esasperato, e il fatto, non del tutto secondario, che l’acclamatissimo “campione dei poveri” e paladino della cosiddetta working class, sia, in realtà, lontano anni luce da quegli stessi mondi che, almeno a parole, vorrebbe tanto tutelare. In buona sostanza, quindi, il nuovo idolo di Elly Schlein altro non è che un ricco islamo-marxista che promette di dichiarare guerra alla ricchezza (ma soltanto quella altrui), alla proprietà privata, al capitalismo, all’Occidente. Che dire, se è dunque questa la base ideologica da cui dover trarre ispirazione, allora non c’è dubbio: questo Pd è proprio arrivato alla frutta.
Salvatore Di Bartolo, 6 novembre 2025
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).