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Letta fa il marziano pure sui dati Covid

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Ho ascoltato Enrico Letta che, ospite della brava Lilli Gruber a Otto&Mezzo ha affermato: «Senza le misure adottate dal governo (intendeva prima quello di Conte e poi quello di Draghi), l’Italia verserebbe, in ordine alla pandemia, nello stesso stato in cui versa il Brasile».

Quando uno ascolta Enrico Letta si chiede spontaneamente se quest’uomo prima di parlare si accerti di essere sobrio. Già recentemente il Nostro aveva esordito rilanciando lo ius soli. Ora, uno che propone lo ius soli ha piena legittimità di farlo senza per ciò stesso essere sospettato di essere brillo. Nel caso che ci occupa qui, però, alle ultime elezioni il Pd, che appunto proponeva tale istituto, fu sonoramente sconfitto. Il messaggio non poteva essere meno esplicito: la volontà popolare degli italiani è che non vuole lo ius soli. Il rifiuto non è privo di fondamento: non è arbitrario il timore di assistere a migrazioni di massa di puerpere col solo scopo di assicurare al figlio la cittadinanza di un Paese che garantisce, giustamente, istruzione e assistenza sanitaria gratuita ai propri cittadini (e da un po’ di tempo anche reddito ai nullafacenti). È quel che fanno – o cercano di fare – molte gestanti messicane quando cercano di introdursi negli Stati Uniti.

Lo ius soli ha il suo razionale nei Paesi americani – data la storia della loro formazione – e infatti è in vigore in tutti (o quasi tutti) i Paesi delle Americhe. Nel resto del mondo i Paesi se ne guardano bene di adottarlo e, infatti, quasi nessun Paese lo ha adottato. Anzi, qualcuno che lo aveva lo ha anche abolito, come l’India. Comunque sia, quando ho ascoltato che Letta, consapevole della volontà degli italiani, ripropone la cosa, il sospetto di persona nel complesso poco lucida mi era sorto spontaneo.

Quel sospetto comincia a prendere le forme di certezza dopo averlo ascoltato come detto all’inizio dell’articolo. Or dunque, caro letta, il fatto è che l’Italia versa già nelle condizioni del Brasile. Il fatto è, caro Letta, che nel momento in cui scrivo, dall’inizio della pandemia se il Brasile ha pianto, a causa del covid, 2300 morti per milione di abitanti, l’Italia ne ha pianti 2100 per milione d’abitanti. Se si tiene conto del fatto che il Pil pro capite italiano è più del triplo di quello brasiliano – cioè che l’italiano avrebbe potuto ben aspirare ad un sistema sanitario migliore di quello offerto dal governo giallo-rosso – a fronte di una mortalità per covid in Italia appena il 5% inferiore che in Brasile, possiamo senz’altro concludere che l’Italia ha fatto molto peggio, ma molto peggio, del Brasile.