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Lettera aperta a Halina, sopravvissuta ad Auschwitz - Seconda parte

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Ma non è tutto perché il prossimo anno l’Iran sarà l’ospite d’onore della kermesse e considerando che per ovvi motivi gli artisti iraniani in esilio in Europa, gli unici liberi di esprimere le loro idee e la loro arte, si terranno ben lontani da Torino, non mi sembra di aver sentito levate di scudi davanti a questa decisione che, ragionando con il metro adottato quest’anno, diventa un insulto all’intelligenza. In Iran non c’è alcuna libertà di espressione e basta un niente per finire sul patibolo. L’omosessualità è punita con la morte come l’apostasia e per rimanere nel tema della letteratura su Salman Rushdie, l’autore del libro ‘Versetti Satanici’ c’è ancora la fatwa, condanna a morte, emanata da Ruhollah Khomeyni in persona.

Quando è stata presa la decisione di invitare l’Iran qualcuno ha forse pensato a Ettore Capriolo, che tradusse i Versetti Satanici di Rushdie in italiano, e che per questo fu accoltellato e lasciato in una pozza di sangue da un killer spedito proprio dal paese che sarà ospite nel 2020? Probabilmente no, come non si è pensato che il governo dei prossimi ospiti d’onore ha fatto installare a Piazza Palestina a Teheran un orologio che conta, a ritroso, il tempo rimasto prima della distruzione di Israele, una minaccia allo Stato Ebraico che si rinnova secondo dopo secondo. L’invito è stato inoltrato nonostante le statue coperte ai Musei Capitolini, i quadri censurati dalla Saatchi, una delle più importanti gallerie d’arte inglesi, dopo le lamentele dei musulmani secondo i quali le due opere erano “blasfeme” perché sovrapponevano scrittura araba a immagini di nudo.

Ma su tutto questo c’è il silenzio assoluto, mentre basta muovere lo spauracchio del fascismo, come la muleta di un torero, che si serrano i ranghi e ci si copre di ridicolo.

Michael Sfaradi, 12 maggio 2019

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12 Commenti
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Riccardo
16 Maggio 2019 11:40

Immenso Michael, condivido appieno le tue riflessioni. Sono talmente antifascisti (da salotto) che alla fine, come un ironico cerchio, si abbracciano da dietro …

Andrea Salvadore
Andrea Salvadore
15 Maggio 2019 19:23

Se non sentissi una profonda emozione al senture il coro dei Lombardi, non avessi il ricordo del misteri del Lago di Como e della trionfante natura di Ravello e della terrazza l’Infinito di Villa Cimbrone dovrei vergognarmi del disgusto che uno prova di sapere di avere qualcosa in comune con questa epidemia di lordura che si sparge nel mio paese.

Marco Leati
Marco Leati
14 Maggio 2019 22:40

Che posso dire se non che sono completamente d’accordo?
Sono cose che, a modo mio, sto esponendo su Facebook e Instagram.
Abitando in una città, Ferrara, rossa da 70 anni, so che vuol dire un potere “democratico” solo a parole, basato sulla menzogna e sulle falsità, sulle “amicizie delle amicizie”, su ATTEGGIAMENTI SIMILI A QUELLI DI TORINO.
Invito tutti a fare copia-incolla e fare conoscere ad amici e conoscenti il pensiero di Michael.

Valter
Valter
14 Maggio 2019 22:19

Vale per la sig.ra Birembaum il rispetto che si deve ad ogni sopravvissuto alle persecuzioni. Immaginiamo tuttavia un sopravvissuto alla pulizia etnica titina o alla mattanza comunista nel triangolo rosso emiliano a guerra conclusa: avesse scritto un libro e il suo editore lo avesse presentato al salone di Torino, non avrebbe avuto identico diritto a chiedere che fosse estromesso ad esempio Feltrinelli, editore colpevole di portare il nome di un terrorista comunista quale fu Giangiacomo Feltrinelli ? Di sicuro avrebbero crocifisso l’infelice sopravvissuto come fascista, o nel migliore dei casi come provocatore che vuole attentare alla avvenuta “pacificazione” riguardo agli “anni di piombo”, naturalmente per come intendono la “pacificazione” questi “democratici”, ovvero diritto di parola per gli ex (e anche non ex) terroristi comunisti e silenzio per le vittime o loro eredi.

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LETTERA APERTA A HALINA, SOPRAVVISSUTA AD AUSCHWITZ | ilblogdibarbara
14 Maggio 2019 18:06

[…] Michael Sfaradi, 12 maggio 2019 (qui) […]

ARMANDO TERRAMOCCIA
ARMANDO TERRAMOCCIA
14 Maggio 2019 17:53

Peccato che a leggere questo articolo sia un numero limitato di persone. Complimenti.

brasello
brasello
14 Maggio 2019 14:38

Articolo superbo, ma che non fa altro che ribadire quanto già detto e stra-detto. Purtroppo non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Appena gli amici “progressisti” vengono messi alle strette con argomentazioni pragmatiche come quelle di questo articolo, si rifugiano nell’unica arma che hanno: dare del fascista all’interlocutore. Un sistema comodo che permette loro di trarsi d’impaccio, di poter continuare a sbrodolare le loro scemenze senza sentirsi in dovere di argomentarle.
O come quando accusano Casapound di essersi appropriata del nome di Ezra Pound. Ma come, se c’era un fascista vero e convinto era proprio Ezra Pound!!! era più fascista di Mussolini. Se qualcuno può sentirsi in diritto di onorare quel nome sono proprio I neofascisti.
alla stessa stregua, i comunisti italiani si sono appropriati di falce e martello. cosa dovremmo dire allora? Non diremo niente: utilizzare i simboli del regime comunista sovietico era una chiara dichiarazione d’intenti, un omaggio a un becero regime totalitario, con i nostri patrioti comunisti che andarono a baciare la pantofola a Stalin e con Togliatti in prima linea ad ammirare le meraviglie dei Gulag russi.

art3mide
art3mide
14 Maggio 2019 9:30

ottimo articolo.
Spero che anche la signora Halina possa leggerlo.