Commenti all'articolo L’Europa è meglio (dis)unita

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Tullio Pascoli
Tullio Pascoli
22 Novembre 2019 20:21

Signora Elisabetta,

non le pare di far un po’ troppa confusione? Prima della Thatcher non c’erano regole di mercato; governavano i laburisti; ossia, i vostri compagni di Sinistra. Le regole di mercato che hanno salvato il Regno Unito dal fallimento, sono arrivate dopo, grazie alle drastiche riforme della Dama di Ferro, molto bene consigliata da uno dei più importanti pensatori del secolo scorso Hayek (austriaco e non britannico), Premio Nobel per l’economia che tanto farebbe del bene anche al nostro Paese che non ha mai conosciuto un’economia liberale.

Infatti, nel nostro caro Paese, anche quando governavano i cosiddetti liberali nostrani, non siamo mai usciti da un obsoleta ‘economia “patrimonialista”; per cui, in Italia non s’è MAI fatta la più timida esperienza di economia di mercato, purtroppo…

Davide V8
Davide V8
21 Novembre 2019 19:14

Ottima, ovviamente, la conclusione di Lottieri.
Peraltro l’unica corretta: non è importante essere nelle mani di un re piuttosto che di un altro, quanto essere liberi.
Non la definirei neanche “eterodossa”: secoli di evoluzione liberale dicono esattamente quello, dicono che bisogna limitare il potere pubblico a vantaggio delle persone.
Pochi decenni fa, si costruivano persino monete europee su tali principi.
Quindi erano decisamente affermati, noti, spesso condivisi.
Se oggi sono sconosciuti e traditi, non li definirei “eterodossi”, ma solo oscurati dalla propaganda statalista, degenerata come negli anni ’30 del secolo scorso.

Elisabetta
Elisabetta
21 Novembre 2019 13:57

Se l’Europa deve diventare unita come mai giornalisti attenti alle correnti di pensiero austriache, anglofone, francotedesche continuano a battere tastiere solo su argomenti di provicialissimo interesse quali le beghe propagandistiche del paesiello italia?
Vi ricordo esimi giornalisti che in questo sito voi di economia, politica e finanza internazionale battete qualche sillaba per sbaglio, men che mai di quella europea o dei singoli stati che la compongono.
Eppure mi pare di capire che alcuni di voi il naso fuori dall’Italia, almeno per le vacanze, ce lo mettono. I corrispondenti non esistono più?
A parte guardarvi il panorama dei luoghi vacanziari riuscite a cogliere altro delle realtà in cui villeggiate o li smette la curiosità che dovrebbe essere pane quotidiano di uno spirito indagatore/curiosità del giornalista?
I liberali Berlusconi, senior e junior, hanno un altissima opinione del pubblico, si evince non solo dalle trasmissioni su tutti i canali ma soprattutto dal taglio.
Mardock gli stà facendo il pelo e contropelo con un solo canale “Nove” ove, anche se vi è spazzatura mediatica , è presentata con una raffinatezza che a casa Berlusconi non sanno cosa sia!
la frase di Augias, seppur dettata dalla stessa sitintività che lo stesso tanto depreca, è azzeccatissima se rapportata al suo datore di lavoro.

Andrea Salvadore
Andrea Salvadore
21 Novembre 2019 5:01

La conclusione é sbagliata, i diritti individuali esistono solo in una Nazione Stato che li gatantisca.
Nel mondo di oggi ci sono i pezzi da novanta come la Cina, l’USA, la Russia, l’India ma l’Europa non c’é. Non ha una cittá capitale ma molte capitalt, non ha una lingua comune, non ha un codice penale comune, non ha una frontiera comune ma solo frontiere di varie nazioni, non ha un esercito e sopratutto non ha generato un sentimento patriottico. Tutti noi “europei” siamo prima francesi o italiani o spagnoli o tedeschi e solo poi pure europei, in veritá devo ripetere la frase di Metternich: l’Europa é solo un’espressione geografica e che se non faremo i sacrifici richiesti per fare una Unione Politica saremo mangiati pezzo per pezzo dai pezzi da novanta.

Carlo
Carlo
20 Novembre 2019 22:19

Chi vive realmente in Europa e cioe´condividendo la situazione reale della gente semplice ha compreso da tempo che in questa UE e´in atto una lotta silenziosa dietro le quinte fra diverse culture e modelli di vita . Nessuno dei Paesi ” galli ” vuole cedere la sua eredita´al´altro perche´dovrebbe poi farsi assimilare completamente . Il processo di assimilazione e´ in atto e questo crea molti conflitti fra Paesi che vogliono imporre il loro modello e quelli che quel modello dovrebbero assorbirlo . Germania e Francia cercano di fare da guida e lo fanno perche´ non hanno nessuna voglia di cambiare qualche virgola al loro sistema anche perche´cambiare modalita´comporta indebolimento generale . Mentre la Francia e´un Paese con Governi variabili secondo uno schema democratico basato sul cambiamento , la Germania e´un Paese che tende a lasciare lo stesso politico al comando anche per decenni , cosa che non dimostra un tendenza verso il cambiamento democratico . Da questo punto di vista la Germania , avendo governi piu´duraturi , guidata a lungo dagli stessi personaggi , ha un sistema piu´rodato per imporre il suo sistema . Hanno forzato la ruinificazione proprio per arrivare in Europa con la popolazione piu´ grande per metere un ipoteca sia sul Centro geografico che su quello politico della nuova Europa . La Germania ha consolidato la sua… Leggi il resto »

Orlo
Orlo
20 Novembre 2019 19:59

Nel 700 il “popolo” che,tra l’altro nn contava una fava secca,stava dalla parte di chi gli dava qualcosa da mettere sotto i denti.
Francia o Spagna,basta che se magna!
Oggi il “popolo” sta ritornando a nn contare una fava secca e viene “tirato dalla giacchetta” sotto effetto dei mojito.
Pian piano,con la scusa della “invasione”,perderà ancor più diritti e allora saremo alla “invasellinazione”.