Cultura, tv e spettacoli

Libero sgancia la bomba: “La Rai ha deciso di sospendere Ranucci”

Ufficio del personale e legali di viale Mazzini alla ricerca di incarichi compatibili con il profilo professionale del conduttore (per evitare ricorsi)

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Secondo quanto scrive Giacomo Amadori su Libero, in Rai sarebbe ormai maturata la decisione di togliere a Sigfrido Ranucci la conduzione e la gestione di Report. Il provvedimento potrebbe arrivare a breve, ma Viale Mazzini starebbe studiando con attenzione ogni passaggio per evitare un contenzioso che possa riportare il giornalista al suo posto, come già accaduto in passato con altri volti Rai. L’incubo Santoro è dietro l’angolo e in fondo è stato lo stesso conduttore a dire, riportano le cronache, di essere pronto a chiedere un mega risarcimento.

L’azienda dovrebbe quindi accompagnare la sospensione con l’offerta di incarichi compatibili con il profilo professionale di Ranucci. Tra le possibilità considerate ci sarebbe anche un ritorno a Rainews, dove aveva lavorato prima di approdare a Report. Parallelamente, la direzione Approfondimento dovrà stabilire chi guiderà il programma e se separare la conduzione dalla responsabilità autorale. La scelta del successore, secondo Libero, dovrebbe inoltre evitare figure troppo caratterizzate politicamente a destra.

Alla base della rottura ci sarebbe soprattutto il deterioramento del rapporto di fiducia con l’azienda, aggravato dai rapporti emersi tra Ranucci e Valter Lavitola. Amadori ricorda le rivelazioni di Libero sul progetto, raccontato da Lavitola ai magistrati, di produrre esternamente le trasmissioni per poi venderle alla Rai, sul modello Santoro. A Viale Mazzini avrebbe suscitato perplessità anche l’incarico affidato all’inviato Daniele Autieri di verificare una pista che chiamava in causa i servizi israeliani nell’attentato contro Ranucci.

La soluzione allo studio sarebbe dunque mantenerlo in un ruolo giornalistico prestigioso, ma inserito in una struttura con una direzione responsabile della linea editoriale. Insomma: libero di fare il suo lavoro, anche di inchiesta, ma sotto la direzione di qualcun altro che ne freni – se possibile – quelli che vengono ritenuti gli eccessi di questi ultimi anni.

Immediata la risposta dell’avvocato di Ranucci. “Ogni iniziativa che la Rai dovesse assumere in questo momento nei confronti di Sigfrido Ranucci, e quindi della trasmissione Report, sarebbe inevitabilmente inquinata dalle falsità che, nonostante la posizione netta e chiara della Autorità Giudiziaria sulla vittima e la sua inconsapevolezza, sono state alimentate incessantemente da polemiche pretestuose anche all’interno della Azienda”, ha detto l’avvocato Roberto De Vita. “Motivazioni laterali alla vicenda, quali frequentazioni, fonti e inchieste controverse, sarebbero espedienti e artifici formali e sostanziali. Motivazioni inerenti una ‘incompatibilità ambientale’ attesa la ridondanza della vicenda e i suoi riflessi negativi per l’Azienda, sarebbero pretesto cortese e si tradurrebbero di fatto nella punizione della vittima, che ben poco ospizio ha nel nostro ordinamento. Ogni ulteriore ed altra giustificazione – aggiunge il legale – sconterebbe inoltre le già manifestate indicazioni condizionanti di esponenti di vertice governativo e istituzionale, collocando nell’orbita della decisione politica le iniziative della Rai nei confronti del conduttore e della trasmissione”. E ancora: “Per questo saggezza ed equilibrio, considerati anche casi precedenti, dovrebbero portare ad attendere che la conclusione delle indagini giudiziarie consenta di solidarizzare senza esitazione verso la vittima di un grave attentato e anche per questo confermarla alla guida della più importante trasmissione di inchiesta italiana oppure (cosa che non sarà ed è già ben evidente) censurare consapevoli o inconsapevoli disinvolture (la cui esistenza si rinviene solo nelle dichiarazioni e negli scritti di politici e giornalisti da sempre animati da spirito di rivalsa nei confronti di Report)”.

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