Non saremo dei grandi giuristi ma sappiamo fare di conto. E quando abbiamo letto che Vincenzo Lanni, l’accoltellatore di Anna Laura Valsecchi in piazza Gae Aulenti, lo aveva già fatto una decina di anni fa ci siamo chiesti: com’è possibile che fosse già libero di riprovarci? Il precedente infatti risale al 2015, nel 2016 era stato condannato a 8 anni di carcere più tre di comunità, quindi -se la matematica non ci inganna- la fine della sua “pericolosità sociale” sarebbe dovuta cadere non prima del 2026. Undici anni dopo quei due accoltellamenti nella Bergamasca da cui, solo per miracolo, non ci scapparono due morti.
Eppure, leggiamo su Repubblica, Lanni era finito in comunità già nel 2020 (quindi solo 5 anni dopo i fatti), ben prima di scontare la pena in carcere. I conti sono presto fatti, dal Corsera. A maggio del 2020 aveva passato un primo anno in carcere per la misura cautelare, poi altri tre e mezzo da condannato. Quattro e mezzo in tutto tra Bergamo, Opera e Bollate. A quel punto era iniziato l’affidamento in prova ai servizi sociali come “alternativo” alla reclusione, seguito poi ad un periodo come semplice ospite. Nel 2022, scrive sempre il Corriere, è stata decretata l’espiazione della pena (7 anni dopo i fatti, invece degli 8 di condanna) ed era cominciato il periodo di “misura di sicurezza” di tre anni, misura che viene valutata anno dopo anno dal Tribunale. Ed è a quel punto che, nel 2024, quindi appena 9 anni dopo aver tentato di ammazzare due anziani (Antonio Castelletti, 82 anni, e Luigi Novelli, 80), un magistrato lo ha valutato e ha deciso che non vi fosse più bisogno di alcuna misura collegata ad una pericolosità sociale.
Lanni era libero. Libero anche di lasciare la 4Exodus di Villadosia (Varese), o venire allontanato dopo un litigio, senza essere segnalato alle forze dell’ordine, arrivare a Milano, prendere una stanza in hotel, comprare un coltello di 30cm, raggiungere il “potere economico” di Gae Aulenti e vendicare la sua “misera” vita accoltellando alla schiena una sconosciuta. La cui unica sfiga è stata passare di lì per caso.
Però… però apprendiamo da Repubblica che due anni fa, quindi prima che il magistrato di sorveglianza la ritenesse “a posto”, Lanni ci era già ricascato. O quasi. Alla stazione di Varese si avvicinò a due agenti della Polfer confessando di essere in libertà vigilata e di avere un coltello nello zaino. Venne ovviamente denunciato, ma questo non portò ad un aggravamento della sua posizione né impedì a nessuno di “togliergli” il bollino di soggetto pericoloso. E così solo due anni dopo l’ha rifatto, conficcando un fendente alle spalle della povera Anna Laura Valsecchi mentre andava nel suo ufficio a Finlombarda.
Quindi è vero che di fronte al gesto di un folle che aggredisce alle spalle una donna non c’è schieramento della polizia che tenga. Ma la domanda è: siamo sicuri che i giudici di sorveglianza non potessero evitare tutto questo?
Franco Lodige, 5 novembre 2025
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