Qui al bar abbiamo assistito al rito civile dei festeggiamenti per gli 80 anni della Repubblica, senza capire bene se la festa fosse della Repubblica o del presidente della Repubblica. Sergio Mattarella – a reti unificate: è un bel presidente! – si è prestato a una catechesi per under 35 trasmessa da Rai 1, nella quale ha anche voluto ricordare che il popolo italiano è il risultato di tante migrazioni e che questo “non ci dispiace affatto”. “Abbiamo fornito seconde generazioni e quelle successive a molti Paesi d’Europa e delle Americhe”, ha osservato il capo dello Stato. E siccome “conosciamo il problema dell’immigrazione, che non è nuovo né transitorio” e spazia dall'”emigrazione con le armi in pugno come i Longobardi, che hanno dato nome alla Lombardia”, fino alla migrazione “pacifica dopo 1.000 anni degli albanesi nel meridione d’Italia”, “non lo consideriamo un problema”.
Qui al bar non siamo degli storici, ma qualche appunto lo vorremmo fare. Le “seconde generazioni” che abbiamo fornito agli altri Paesi, ci risulta, non sono proprio simili a quelle che il Nord Africa ha fornito a noi. Certo, in America abbiamo portato pure la mafia; ma anche e soprattutto molto sviluppo, molto genio, molta creatività. Non si ha notizia di italiani all’estero che falciavano la gente per strada perché non trovavano il lavoro che desideravano, né di italiani all’estero che sognavano il martirio in nome di Dio. E poi sorge una domanda: visto che dobbiamo essere grati anche per le invasioni barbariche – ed è vero – cosa dovremmo pensare degli immigrati di oggi che le armi, variamente rudimentali, continuano a imbracciarle contro di noi? I Longobardi assimilarono la cultura e il diritto romani; questi altri pretendono di assimilare noi. Dovessero compiere il salto di qualità violento, come ci dovremmo regolare? La loro immigrazione sarebbe un problema o no?
Quanto alla pacifica migrazione degli albanesi, Mattarella si è dimenticato di un episodio: l’unico blocco navale degli 80 anni della Repubblica, che costò la vita a 81 persone in fuga dalla guerra civile, a causa dello speronamento di un peschereccio partito da Saranda da parte di una nostra nave. Al governo, all’epoca c’era la sinistra di Romano Prodi. La quale, evidentemente, l’immigrazione la considerava eccome un problema, tanto da gestirla in modo un po’ meno che pacifico. Mattarella era deputato e non aveva ancora il potere di “moral suasion” da presidente della Repubblica. Adesso, finalmente, può pretendere confini spalancati…
Il Barista, 3 giugno 2026
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Immagine generata da AI tramite DAL-E di OpenAI


