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Linciano Corona perché il suo libro vende. Illiberali e ipocriti

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E invece, io sto con Fabrizio Corona. Non penso che il suo Non mi avete fatto niente appena uscito per Mondadori sia una perla di alta letteratura, e probabilmente nemmeno di letteratura, e soprattutto so che non voleva esserlo. Ma sono scandalizzato dallo scandalismo preconfezionato e pseudocolto che da ore scorre sul web, perché la suddetta opera è entrata subito nella top ten dei libri più letti. Molti corredano la propria verginità intellettuale violata con l’incipit del capitolo “Fighe”, dedicato alle relazioni d’amorosi sensi con creature femminili, per usare una perifrasi che Corona non userebbe.

Ma scusatemi, esimi fustigatori della Buon Costume Social, cosa pensavate di reperire nelle sue pagine, calchi dal dolce stil novo, rimandi danteschi, maschere pirandelliane? Vi schifa la presenza di “Non mi avete fatto niente” ai piani alti delle classifiche? Avete un ottimo modo per contrastarla: prendete d’assalto le librerie per fare incetta di Proust, Joyce, Dostoevskij. Non mi pare lo stiate facendo, ad ora. A dirla tutta, sono pronto a scommettere qualsiasi cifra che molti dei twittaroli indignati che hanno fatto di #Corona la tendenza di giornata (rivelandosi tra l’altro i suoi migliori alleati) non abbiano ultimato il primo tomo della Recherche, né siano arrivati in fondo ai Karamazov.

Niente di male, eccetto il tasso circolante di ipocrisia. C’è molto di male, invece, nella batteria di autori “seri” ed “impegnati” che lo stesso pubblico mediamente colto e mediamente riflessivo che ha linciato per tutto il giorno l’outsider trash ci spaccia quotidiniamente come il Pantheon culturale del Paese. Si spazia da Roberto Saviano, l’aedo delle ong famoso per aver scritto un libro tredici anni fa, “Gomorra”, con tanto di condanna definitiva per plagio, a Michela Murgia, la geniale ideatrice del “fascistometro”, strumento atto a misurare il grado di fedeltà all’ortodossia politically correct.

Capite che peggio di Corona ci sono solo certe bolle editoriali pompate dallo sgangherato establishment nostrano. Io non comprerò né Non mi avete fatto niente né le perdibilissime opere di costoro, è il nocciolo della libertà, si chiama mercato. L’alternativa sarebbe una sorta di Soviet delle Letture, di Libreria Etica che segnala quali acquisti sono tollerati nella buona società e quali no. A quel punto, ci toccherebbe seriamente tifare per Corona.

Giovanni Sallusti, 5 febbraio 2019