L’intelligenza artificiale governerà le nostre vite? Non è per forza un male

Libertà di parola, odio e responsabilità nell’epoca degli algoritmi

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diritto di odiare

Anche quest’anno la rivista TIME ha eletto il suo “uomo dell’anno”. Tuttavia, non si tratta di un essere in carne ed ossa, ma di un processo creativo, di una nuova tecnologia: l’intelligenza artificiale.

La scelta del TIME, sicuramente controversa, è però anche realistica e brillante perché indica con chiarezza quella che non è solamente una tecnologia “del futuro”, ma un evento che sta già cambiando oggi le nostre vite e con cui è necessario confrontarsi senza allarmismi apocalittici così come senza facili ottimismi turbo-tecnologici.

Come casa editrice abbiamo provato a confrontarci con questa tecnologia scrivendo un libretto agile in combutta con l’AI, così che, interagendo direttamente con essa sia più facile capirne il funzionamento e l’articolazione.

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Il testo che ne è venuto fuori è “Il diritto di odiare? Una piccola inchiesta” in cui cerchiamo di capire, passo passo, a livello storico, filosofico e politico quali siano, e se vi siano, limiti alla libertà di parola: tenendo sempre bene a mente l’invalicabilità della linea che separa l’espressione verbale, per quanto aggressiva, e la violenza fisica, sempre da condannare.

Questo libro è un’eccellente occasione non solo per confrontarsi con i concetti fondamentali che sorreggono la libertà di espressione, ma anche per capire quanto possa essere penetrante, affascinante e sorprendente ragionare insieme all’AI.

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