Esteri

Lo strano caso del volo “deviato” con a bordo Lavrov

La Bulgaria nega lo spazio aereo al velivolo con a bordo il ministro degli Esteri russo. Era diretto in Macedonia del Nord

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Lavrov © Garten-gg tramite Canva.com

Scontro diplomatico tra Bulgaria e Russia, tensioni che hanno trasformato lo spazio aereo bulgaro in un insolito motivo di scontro tra Stati. La Bulgaria ha infatti negato l’autorizzazione al transito aereo dell’aereo che trasportava il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, e la sua delegazione in Macedonia del Nord. La decisione è stata presa a causa della presenza a bordo di una persona soggetta a sanzioni da parte dell’Unione europea, Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo.

Tale mossa non ha solo comportato un disguido di natura diplomatica, ma ha anche cambiato il percorso previsto per l’atterraggio a Skopje. Di conseguenza, il viaggio dell’alto funzionario del Cremlino, partito da Mosca, ha dovuto subire una deviazione aerea, con il velivolo costretto a sorvolare la Grecia, invece che passare attraverso lo spazio aereo bulgaro.

L’aereo di Lavrov ha dovuto compiere una rotta alternativa, sorvolando anche la Turchia, per giungere a destinazione e partecipare al vertice Ocse. Un tragitto che ha richiesto un maggior tempo di volo e l’attraversamento di circa 4mila chilometri. “La cattiva stupidità dei russofobi ha raggiunto un punto che per la prima volta nella nostra storia delle autorità hanno proibito il sorvolo non a un aereo ma a una persona sull’aereo”, ha commentato la stessa Zakharova sul suo canale Telegram.

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I termini esatti della comunicazione tra i due paesi coinvolti non sono stati resi noti. Tuttavia, la versione della Bulgaria, secondo quanto comunicato dal suo ministero degli Esteri, è che l’autorizzazione al sorvolo del velivolo diplomatico russo è di natura temporanea e rientra nelle eccezioni al regime di sanzioni dell’Unione europea. I russi ribattono domandandosi se siano ancora valide le regole del traffico aereo stabilite dalla Convenzione di Chicago del 1944: secondo tali accordi, infatti, lo spazio aereo non sarebbe considerato come “territorio” di un Paese e quindi le sanzioni dell’Ue non potrebbero essere applicate ad una persona che si trovi a bordo di un aereo che sorvoli un Paese senza farvi sosta.

In totale, il volo di Lavrov ha richiesto più di cinque ore, ben oltre le previsioni iniziali. Il via libera al sorvolo, ha spiegato Sofia, era stata “concessa al ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov e alla delegazione di accompagnamento per la partecipazione all’incontro di Skopje”, ma “questa autorizzazione non si applica alla direttrice del dipartimento di informazione e stampa del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova che è sulla lista delle sanzioni dell’Ue”. Ribatte il Cremlino: “Probabilmente la Bulgaria ha paura della Zakharova, anche quando la sorvola”.

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