La guerra in Ucraina

Lo strano caso della bandiera svizzera a Kiev

Allo scoppio della guerra, l’ambasciatore svizzero ha lasciato l’Ucraina. Ma…

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di Andrea Gebbia, da Ehrendingen (Svizzera)

I recenti sviluppi della guerra in Ucraina, al contrario di quanto sembrasse all’inizio del conflitto, sembrano indicare che la conquista di Kiev (o Kyiv come dicono in Ucraina) non sia più l’obiettivo primario dell’armata russa. Molti diplomatici da tutto il mondo stanno dunque facendo ritorno nella capitale. L’ambasciata svizzera aveva chiuso il 28 febbraio ed ha riaperto da poco più di una settimana facendo tornare i suoi 5 responsabili nella capitale ucraina, che nel frattempo avevano continuato a lavorare dalla Moldova o dalla Romania o direttamente da Berna.

La presenza in loco dell’ambasciatore svizzero Claude Wild e del suo team, come sottolinea il Dipartimento Federale degli Affari Esteri (il ministero degli esteri svizzero) nel suo sito internet, facilita i contatti con le autorità ucraine. Questo è un aspetto molto importante soprattutto in vista della imminente Ukraine Recovery Conference (Urc) che si terrà a Lugano il 4 e 5 luglio per la ricostruzione delle zone distrutte dalla guerra.

Tuttavia, durante la sua assenza, l’ambasciatore è salito all’onore delle cronache elvetiche per un curioso e piuttosto rocambolesco episodio collegato con il tragico conflitto. Episodio che ha trovato spazio su molti giornali online e siti di notizie nella Confederazione Elvetica, tra i quali lo zurighese Tages Anzeiger, i ginevrini Tribune de Genève e World Radio Switzerland, Ticinonline, Blick, 20min.ch, nau.ch.

Poco dopo lo scoppio della guerra il team diplomatico elvetico, come molti altri colleghi di altre nazioni, ha dovuto abbandonare in fretta l’Ucraina. Su ordine dell’ambasciatore, però, prima della fuga, sul tetto dell’ambasciata era stata sistemata una gigantesca bandiera rossocrociata, per rendere il palazzo riconoscibile e quindi, presumibilmente, scoraggiare il nemico russo da eventuali bombardamenti.

Il blogger ucraino Ilya Novikov ha notato la spropositata croce bianca su fondo rosso sul tetto dell’edificio diplomatico svizzero e il 6 aprile ha pubblicato su Twitter un post che iniziava cosi’ “Cattiva idea, signor ambasciatore svizzero a Kiev”. Il blogger sosteneva, probabilmente non a torto, che la croce bianca svizzera avrebbe potuto essere facilmente confusa con la croce rossa in campo bianco, che è invece il vessillo distintivo della Croce Rossa Internazionale. Il giornalista riteneva questo possibile disguido molto rischioso, visto che i russi, dall’inizio del conflitto, si sono resi colpevoli di aver bombardato più di una volta ospedali o istituzioni mediche a Mariupol o in altre città ucraine martoriate dall’artiglieria.

Dal suo esilio in Moldova, l’ambasciatore Wild non ha perso tempo ed ha dato subito ordine di smontare il bandierone dal tetto dell’ambasciata.

Puntualmente (e forse anche un po’ precipitosamente), dal 7 aprile, l’ambasciata svizzera a Kiev è tornata ad essere un elegante, imponente e bell’edificio nel tessuto urbano della capitale, ma piuttosto anonimo e non più facilmente distinguibile dal cielo…

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