Lo strazio infinito dei bambini della famiglia nel bosco

Il provvedimento del tribunale, le polemiche sui servizi sociali e le condizioni dei tre minori al centro del caso

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famiglia bosco

Mentre prosegue lo strazio infinito della cosiddetta famiglia nel bosco, i loro due battaglieri avvocati hanno presentata una quarta istanza per il rilascio – credo che questo sia il sostantivo burocratico più adatto –dei tre figli della coppia anglo-australiana, rinchiusi da circa tre mesi in una casa-famiglia.

Così ne dà notizia un servizio di Tgcom24: “I legali della famiglia del bosco di Palmoli hanno presentato la richiesta di revoca del provvedimento di sospensione della responsabilità genitoriale”.

L’istanza è stata corredata da una relazione tecnica prodotta dal neuropsichiatra e psicologo Tonino Cantelmi.  “Abbiamo visionato un centinaio di file relativi a foto e video che riguardano i bambini – dichiara Cantelmi all’agenzia di stampa Ansa -. Tutta questa imponente documentazione è scioccante: i bambini soffrono e stanno male. Abbiamo allegato per il Tribunale otto file di foto digitali e due video, più due disegni dei bambini. La documentazione, che comunque ci rendiamo disponibili a consegnare tutta se necessario, è inequivocabile: solo per il servizio sociale dei bimbi è invisibile”.

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Se ne è parlato a lungo anche nel salotto televisivo di Alberto Matano, in onda tutti i pomeriggi su Rai1, nel quale è stata riportata la testimonianza di Rachael Birminghan, zia delle tre disgraziate creature, la quale ha sostenuto che il bimbo più piccolo spesso si lamenta da notte, arrivando anche ad urlare, ma anche in questo caso alla madre viene impedito di poter materialmente consolare il suo pargolo.

Di tutt’altro parere l’onnipresente Roberta Bruzzone, che dopo essersi occupata di porte a soffietto, è tornata a parlare di questo caso. A suo dire, bisognerebbe invece valutare positivamente che la casa-famiglia abbia accolto, seppur con le regole della struttura, la madre dei bambini, sebbene ciò non fosse previsto dall’ordinanza di allontanamento del giudice. Ma, ha aggiunto, visto il suo atteggiamento, a questo punto, ha concluso, lo stesso giudice dovrebbe valutare se mantenerla nella casa o se allontanarla.

Nell’ascoltarla con deferenza, chissà perché, mi sono tornati in mente i favolosi sketch di Paolo Villaggio nei panni di Giandomenico Fracchia, quando, con quella straordinaria spalla di Gianni Agus, così rispondeva alle crescenti vessazioni del suo capufficio: “ma quanto è buono lei!”

Claudio Romiti, 17 febbraio 2026

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