Commenti all'articolo Lo Stretto di Hormuz mostra la vulnerabilità delle politiche “green”

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Emanuele
Emanuele
30 Marzo 2026, 15:49 15:49

Scusi, allora perché proprio la Cina sta investendo più di tutti gli altri in energie rinovabili? Perché ha più potenza fotovoltaica installata del resto del mondo!?
Cre.tini anche loro?

giuseppe
giuseppe
30 Marzo 2026, 15:15 15:15

Non capisco la Cina del perché ha bisogno di tanto petrolio. Ancora un po’ vanno tutto elettrico e visto che hanno l’atomica perché non costruiscono migliaia di centrali nucleari e magari una piccolissima richiesta di petrolio. Hanno tanto terreno, lontano dalle città perché non le fanno.

Stefania Manini
Stefania Manini
30 Marzo 2026, 14:57 14:57

Articolo un po’ tirato per i capelli. Non mi risulta che le politiche green (condivisibili o meno) spingano per l’utilizzo del petrolio.

Claudio
Claudio
30 Marzo 2026, 13:24 13:24

Il bello è che tutto questo disastro è causato da una colossale menzogna: l’anidride carbonica (cioè l’umanità) è un inquinante, ne consegue quanto sta accadendo. La strada è mix energetico sì (compreso il carbone come la Cina insegna), con ancora molti anni di gas (anche il nostro), e poi nucleare.

Stefan0
Stefan0
30 Marzo 2026, 11:02 11:02

Lo Stretto di Hormuz mostra indubbiamente la vulnerabilità delle politiche di dipendenza da fonti fossili.

Pigi
Pigi
30 Marzo 2026, 9:29 9:29

Non leggo una critica alla demenziale politica di fare la guerra al nostro principale e affidabile fornitore di energia a basso prezzo.
Si parla genericamente di “diversificare i fornitori”, che ovviamente è una critica ad escludere il fornitore più importante, ma troppo timida.