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Lockdown e teatri: le ridicole giustificazioni di Conte

muti conte
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Quando la toppa è peggiore del buco. Riccardo Muti, sul Corriere della Sera, aveva protestato per la serrata, scientificamente ingiustificabile, di concerti e teatri. Giuseppe Conte gli ha risposto, ieri, con una lettera, pubblicata sempre dal quotidiano di via Solferino. Una missiva che contiene una scusa a dir poco ridicola: secondo il premier, il governo ha dolorosamente scelto di chiudere “settori di attività che contribuiscono […] a generare assembramenti e aggregazioni di persone e che generano (ma Rocco Casalino l’ha riletto, il testo, prima di spedirlo?, ndr), soprattutto nelle ore serali, afflussi sui mezzi pubblici e moltiplicano le occasioni di contagio”.

Toh. Scopriamo quindi che il problema non sono i teatri in sé, i concerti in sé, i cinema in sé. Semmai, l’affollamento dei bus notturni. Avete presenti, in effetti, le orde di spettatori assetati di Tosca e Aida, che invadono vetture e metropolitane per correre in platea. Mica come al mattino, quando pullman e treni sono sgomberi e i pochi che vanno a lavoro, doverosamente mascherati, mantengono sempre, gli uni dagli altri, la distanza di sicurezza. A quelli ci ha già pensato la ministressa Paola De Micheli.

Insomma, il governo che non ha fatto niente per allargare il parco dei mezzi pubblici; che s’è inventato i finestrini aperti sugli scuolabus come tecnologia di profilassi; che se l’è presa con i piccoli esercenti per nascondere sotto al tappeto quattro mesi di perdite di tempo, adesso individua nei fantomatici assembramenti sui bus serali, pieni di musicofili e cinefili, una pericolosa fonte d’infezione. Di giorno, nessun allarme: le metro traboccano, i pullman scoppiano, ma è tutto nella norma. Di sera, il Covid si desta: sali sul bus, scendi in terapia intensiva.

E non finisce qui. Perché ieri sera, in conferenza stampa, l’avvocato del popolo ci ha riprovato, a scaricare la patata bollente sul popolo: “Se rispettiamo le misure abbiamo buone chance di arrivare a dicembre con una certa serenità”. Siamo alle solite: se arriva il lockdown, non è perché il governo ha fallito; non è perché il Pd preme per la serrata, poiché pensa di tenere in piedi quest’accrocco di governo, finché gli torna utile, sequestrando la gente. No. È colpa degli italiani.

Ecco, gli italiani hanno tollerato la reclusione. L’umiliazione di perdere il lavoro. Il terrorismo, i catechismi di ministri e Colle. Almeno, Conte non offenda la nostra intelligenza.

Alessandro Rico, 28 ottobre 2020

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ORIANASANTASUBITO
ORIANASANTASUBITO
29 Ottobre 2020 13:54

E peccato che poi, con gli argini e tutto il resto devastati da questi dementi…. la ricostruzione pesera’- e pesantemente- su tutti noi e i nostri discendenti !
Noooo, i cadaveri vanno “fatti passare” al piu’ presto !
Ogni minuto conta !

Alessandro Caroli
Alessandro Caroli
29 Ottobre 2020 2:30

È giunto il momento di diffidare il cspobastone della cosca che ha occupato il potere in Italia sul fatto che non si azzardi di proclamare un altro periodo di arresti domiciliari, perché è la volta che gli italiani, inferociti dalle ripetute truffe di quella banda, la vanno a stanare. E questa volta coi forconi.

CARLO BUTTI
CARLO BUTTI
28 Ottobre 2020 18:25

Muti è abbastanza ricco e affermato da poter vivere tranquillamente anche se in Italia chiudono per sempre teatri e sale da concerto. Dice quel che dice perché ama troppo questo povero Paese. Potrebbe starsene tranquillamente a Chicago, dove l’orchestra di cui è direttore stabile (diventata, grazie a lui, la migliore del mondo, parole di Paolo Isotta) lo ammira come musicista e lo ama come uomo. Fossi stato io in lui, costretto a lasciare la Scala per una torbida manovra politica, avrei detto, come Renzo dopo l’attraversamento dell’Adda: “Sta’ lì, maledetta terra!” So che il Maestro non condividerebbe queste mia affermazione. Perché è un grande gentiluomo, oltre a essere uno dei massimi direttori d’orchestra viventi. Solo grazie a persone come lui è ancora possibile non vergognarsi di essere italiani.

Davide V8
Davide V8
28 Ottobre 2020 17:58

Muti può anche stare zitto, visto che impersonifica bene gli “artisti” sempre pronti al sopruso statale sul “popolino”, ma che apre bocca appena toccano i loro interessi. – Sui trasporti pubblici, come dicevo la farsa è completa da parte del ministro: >”se ci si contagiasse sui trasporti pubblici locali avremmo qualche milioni di contagiati” Quindi il virus è molto diffuso, ma le occasioni di contagio non contano, perchè se no i contagiati sarebbero “milioni” (il che in realtà non è nemmeno da escludere del tutto). Logica ferrea, nevvero? – >”I trasporti finalizzati al lavoro sono diversi dalle occasioni di socialità che si genera fuori da un bar o un ristorante” Cioè è sempre il virus etico, che ti colpisce solo se stai andando a qualche attività non giudicata “essenziale” dal soviet? – >”non si possono chiudere i trasporti, perché le persone che prendono il tpl hanno bisogno di muoversi, per esigenze di natura primaria” L’autobus (che ha alternative) è di natura “primaria”, la libertà, il proprio lavoro, la socialità, invece no, sono “superflue” sempre secondo il soviet. – Per Luca Beltrame: -se ipotizziamo che le occasioni di contagio siano quelle di affollamenti ravvicinati al chiuso, allora il trasporto pubblico è certamente tra i principali sospettati (tra l’altro tutti gli altri sono banditi da mesi). Che altri assembramenti del genere ci… Leggi il resto »

Guido Moriotto
Guido Moriotto
28 Ottobre 2020 17:19

Teatro da chiudere.
L’unico teatro da chiudere è quello che mette in scena da mesi Giuseppe Conte e la sua compagnia di (presa in) giro.

German
German
28 Ottobre 2020 16:22

A questo punto il problema non è tanto il coronavirus, che prima o poi passerà, quanto i danni procurati dall’avvocato delle cause perse all’economia Italiana, che non si risolleverà più.

Luciana
Luciana
28 Ottobre 2020 13:49

Attività che contribuiscono a generare assembramenti? Per andare
a teatro o all’opera? Mentre su metro, autobus, tram ecc. mattino e sera
quando chi lavora o studia o deve comunque muoversi c’è un
regolarissimo distanziamento vero? Ma va là Conte, ci risparmi qualche
cavolata, grazie.

Raffaele Varotti
Raffaele Varotti
28 Ottobre 2020 13:42

Gli autobus traboccano ed esplodono di gente. E’ ovvio che sono la maggior fonte di contagio (di un virus peraltro che ha una mortalità attuale allo 0,25%…).
Allora, perchè non fermarli, come fanno quando c’è sciopero dei bus ? In quelle occasioni, la gente ha sempre trovato il modo di raggiungere scuole e uffici. Certo, aumenta il traffico, ma è il male minore, perchè in auto siamo tutti isolati e se i colleghi dello stesso ufficio si danno un passaggio in auto, bhè, si frequentano anche in ufficio…
Allora, per uno sciopero si può fare e per un virus pandemico invece no ?