Eccoli, i segni della repressione del regime islamista di Teheran. Dall’Iran, dopo 15 giorni di proteste per la crisi economica e contro le leggi coraniche degli Ayatollah, trapelano i video dei sacchi neri colmi di corpi dei rivoltosi che in questi giorni stanno facendo traballare il regno di Alì Khamenei.
“Questi video mostrano i morti di giovedì 8 gennaio presso la clinica forense di Kahrizak a Teheran. Li ha portati qualcuno che è appena riuscito a lasciare l’Iran. Stanno portando i corpi su un pick-up. Dicono alla gente di cercare tra di loro e di trovare il proprio corpo”, raccontano alcune fonti dall’Iran.
Nel primo video, il monitor che mostra le foto riporta sotto le foto la scritta “Un numero su 250”. Molti hanno scritto su Twitter di essersi pentiti di averlo visto. Le scene potrebbero non essere peggiori dei precedenti video strazianti, ma il numero di cadaveri e la preoccupazione delle famiglie sono molto toccanti.
In queste ore si fanno sempre più insistenti le pressioni internazionali contro gli Ayatollah. Gli Stati Uniti sarebbero pronti a intervenire, Trump ha avvertito Khamenei ma sono stati inviati avvertimenti dagli analisti del Pentagono al Presidente secondo cui l’esercito degli Stati Uniti necessita di più tempo per prepararsi ad attacchi contro l’Iran; al presidente è stata presentata una varietà di obiettivi, inclusi quelli contro i servizi di sicurezza responsabili della repressione delle proteste.
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