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Lotta all’evasione, com’è cambiata nell’ultimo decennio

evasione fiscale
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L’inizio di un nuovo decennio è il momento perfetto per tirare bilanci su quello appena trascorso anche con riguardo alle modalità e ai risultati con cui viene portata avanti l’azione di contrasto all’evasione fiscale da parte dell’Amministrazione finanziaria ed in particolare dal suo perno, in questa funzione, ossia l’Agenzia delle Entrate.

La lettura dei report annuali sui risultati, ma più ancora dei rapporti di verifica del Dipartimento delle Finanze mette in luce come in questi dieci anni le dinamiche operative siano state oggetto di profondamenti cambiamenti, resi possibili anche dal progresso tecnologico sul versante della digitalizzazione, ma soprattutto dalla volontà politica di sfruttarli per cambiare il verso delle modalità di approccio all’azione di contrasto.

Il decennio appena trascorso si era aperto con dati di incassi per il tramite dell’azione dell’Agenzia delle Entrate nell’ordine di circa 10 miliardi (9,1 miliardi nel 2009; 11 miliardi nel 2010). Nel 2018 (ultimo dato disponibile, in attesa dei dati 2019), questo dato è cresciuto apparentemente a 19,1 miliardi, ma sostanzialmente a 16,3 miliardi, perché solo quest’ultimo è il dato riferibile agli incassi “strutturali”, mentre la parte restante deriva da partite straordinarie quali la rottamazione delle cartelle e la voluntary disclosure.

A questo trend di crescita “strutturale” su base decennale di quasi il 50%, hanno concorso per poco meno del 40% gli incassi derivanti da attività di compliance (pari nel 2018 a 1,8 miliardi e frutto di un percorso innovativo avviato con i 300 milioni del 2015) e per poco più del 60% le entrate derivanti da attività di liquidazione delle dichiarazioni (salite sul piano strutturale dai 4,6 miliardi del 2010 ai 7,9 miliardi del 2018), mentre le entrate derivanti dall’attività di controllo sono rimaste stabili intorno ai 6,5 miliardi.

Se però si va oltre il mero dato dei risultati e si approfondiscono i dati dei sottostanti processi operativi, è proprio il dato degli incassi derivanti da attività di controllo quello che evidenzia il miglioramento più interessante in termini di qualità del rapporto tra fisco e contribuente.

Quei 6,5 miliardi, nel 2010, venivano infatti incassati a fronte di una maggiore imposta totale accertata e contestata dall’Agenzia delle Entrate ai contribuenti pari a 27,8 miliardi, mentre nel 2018, a parità di incassi, questo dato crolla a 17 miliardi.

Il trend decrescente della mole complessiva di maggiore imposta contestata ai contribuenti (nella costanza però degli incassi derivanti da quelle attività) è forse quello che meglio di ogni altro aiuta a leggere i cambiamenti di approccio, filosofia e clima verificatisi nel corso del decennio. Fino a tutto il 2012, questo dato si è mantenuto su livelli estremamente elevati (26,3 miliardi nel 2009; 27,8 miliardi nel 2010; 30,4 miliardi nel 2011; 28,2 miliardi nel 2012), per poi subire un primo calo nel biennio 2013-2014 (24 miliardi nel 2013; 25,4 miliardi nel 2014) ed un secondo ancora più significativo dal 2015 in poi, in parallelo all’avvio della intensificazione e sistematizzazione delle attività legate alla compliance (20,8 miliardi nel 2015; 18,5 miliardi nel 2016; 18 miliardi nel 2017; 16,9 miliardi nel 2018).

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20 Commenti
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Riccardo
Riccardo
16 Gennaio 2020 18:03

Perché lo Stato è generalmente ritenuto legittimo e non illecito?  In ciò interviene il ruolo dell’ideologia e degli ideologi .  Gli intellettuali sono ideologi pagati dallo Stato . In ogni tempo lo Stato ha mantenuto cortigiani la cui funzione consisteva nel legittimarlo. Gli ideologi hanno il compito di spiegare che un delitto commesso da un individuo è condannabile, mentre quello di massa a opera dello Stato è giusto.  Eccoci , il file rouge , focus di tale logica , è rappresentato dai Savonarola di sistema, una struttura organica che opera e trama rigorosamente anonima , con menestrelli e portavoce autenticati e codificati alla ragione assoluta ab extra , a prescindere , trasversali ad annate dove corre per la maggiore un vento ed altre il suo opposto .  Potremmo definire in metafora le sabbie mobili di ogni con tendenza , come nei duellanti del Goya , hanno sempre inesorabilmente funzione normalizzatrice .  Dubitavate forse dei Ferrara , Floris , Travaglio , Gruber , Carofiglio , Gentili , Pannella , Formigli , Saviano , Don Ciotti , Bergoglio ?  Hanno impianti argomentativi finalizzati e controreazionati duble triple face .  Senza ideologia non vi sarebbe Stato. Gli uomini politici lo sanno sin dalle epoche più antiche. Il contenuto delle ideologie può cambiare, ma lo scopo è sempre lo stesso: convincere l’opinione pubblica che l’esistenza… Leggi il resto »

Alessandro
Alessandro
12 Gennaio 2020 20:50

Se l’evasione non vi fosse come potrebbero giustificare il fatto che le entrate non bastano mai a coprire le uscite?

È poi. Se domani mattina una magiabraddpppiasse il PIL quanti giorni ci vorrebbero per raddoppiare la spesa?

step
step
12 Gennaio 2020 19:57

La maggior parte degli statali e consimili evadono ogni giorno impunemente, lavorando pochissimo ed estorcendo denaro alla collettività. Bisognerebbe abolire lo Stato e al contempo privatizzare tutto. Allora sì che vedremmo chi è un vero uomo e chi è un rammollito.

Sal
Sal
12 Gennaio 2020 18:16

Finalmente un articolo serio ed equilibrato su un tema importante. Niente gigini o giuseppi o saviani da dileggiare o mettere alla gogna.

ARMANDO TERRAMOCCIA
ARMANDO TERRAMOCCIA
12 Gennaio 2020 18:11

Numeri , numeri , numeri , numeri …..! Lo Stato ” becca ” ogni anno molti evasori tra cui molti ” totalmente sconosciuti al fisco ” , incassa ogni anno qualche miliardo di euro in più rispetto all’anno precedente ed ogni anno lo Stato , nonostante questa montagna di soldi ” extra ” , non riesce ad eliminare le clausole di salvaguardia ed aumenta sempre di più il suo debito. Non è che ” qualcuno ” non sa fare i conti e ci conta delle musse ? PS : dimostrazione che se anche trovassero i 100 /120 miliardi annui dei restanti evasori troverebbero il sistema di spenderli ad capocchiam ( alla Ka@@o di kane ) tipo 80 euro , reddito di cittadinanza ecc.ecc.ecc.!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Artemide
Artemide
12 Gennaio 2020 18:03

La guardia di finanza non va quasi mai a controllare i professionisti, cioè gli avvocati, medici, ingegneri… capita che quando si chiede a quest’ultimi la fattura, la sconsigliano dicendo che non conviene poiché si deve calcolare in più l’IVA, altri fanno finta di non sentire; i controlli contro l’evasione invece sono massicci, per esempio, verso il barista che non rilascia lo scontrino al figlio che ha preso una caramella, invece di controllare gli guadagna i soldi in Italia e li porta in Svizzera, oppure chi fa il venditore ambulante o nei mercatini e raramente rilascia gli scontrini, oppure di individuare chi lavora in nero, ma anche chi percepisce il reddito di cittadinanza e lavora, senza essere in regola con il fisco e con l’Inps.

Chi paga di sicuro le tasse? Chi fa i lavori come lavoratore dipendente privato o statale, ma anche i pensionati, che, da quando è in uso la moneta unica europea, fanno la fame.

Elisabetta
Elisabetta
12 Gennaio 2020 18:02

Ma le maggiori imposte totali accertate e contestate dalla ADE sono andate progressivamente diminuendo dal 2013 sino ad oggi, per quali motivi?

Sono diventati meno elusori evasori i contribuenti o c’è un’altra spiegazione?

Sarebbe interessante magari in un successivo articolo sapere se la spiegazione è altra e quale sia.

Dr, Zanetti, il primato della cialtrona sulla sintassi e grammatica è mio, la prego di esimersi nel farmi concorrenza!

Albert Nextein
Albert Nextein
12 Gennaio 2020 17:17

Sarebbe utile sapere se in % chi non paga è un furfante oppure si tratta di gente che ha finito i soldi e deve scegliere tra il sopravvivere o far sopravvivere il leviatano.