L’ultima idea: vogliono eleggere il Quirinale con un conclave

La proposta dello storico Raffaele Romanelli: elettori chiusi dentro, senza cellulari e schede bruciate

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Difficile dire se si tratti di una boutade (si spera). Ma l’ultima idea in vista dell’elezione del Presidente della Repubblica è questa: eleggere il capo dello Stato al Quirinale con un conclave. Segreto, segretissimo. Senza tutto il circo politico-mediatico già partito due mesi prima del voto. A mettere nero su bianco la proposta (o lo scherzo?) è lo storico Raffaele Romanelli sul Domani. Tutto nasce dalla convinzione che chiedere a Sergio Mattarella il bis, anche solo per un paio di anni, sarebbe un sacrificio alla “dignità dei politici” e a quella “dell’ordinamento costituzionale”. Un “presidente toppa”, un rimedio per la manifesta incapacità dei partiti di trovare un’alternativa, sarebbe una brutta figura. Come evitarlo, dunque?

Per il Quirinale Romanelli propone di rifarsi al conclave, ovvero alle modalità di elezione del Papa dal qualche secolo a questa parte. In fondo, fa notare lo storico, “fino al 1870 l’elezione avveniva nel palazzo del Quirinale”, un tempo di proprietà dello Stato Pontificio. “Di recente – continua – è stabilito che lo scrutinio debba essere segreto, con schede poi abbruciate (con fumata bianca o nera) perché si eviti poi di calcolare, soppesare, attribuire”. Ovviamente, il tutto chiusi sotto chiave, con il cibo fornito dall’esterno e senza poter parlare o interagire col mondo circostante. Dunque, dice Romanelli, “si faccia tesoro delle regole del conclave, che sono ben rodate“. Anche per eleggere il successore di Mattarella, i grandi elettori vengano “chiusi dentro, via i cellulari, nessun rapporto con l’esterno”. Decidano “e non si sappia mai chi ha votato per chi: si brucino le schede, si cancellino i file. Senza fretta, semmai dopo un po’ si taglino i viveri”.

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