Cortocircuiti in carriera, apostrofi rosa tra le parole: mi piaccio talmente tanto che non mi accorgo che sono sciocchina. Un giocatore del Belgio dice che se gli nasce il figlio durante i mondiali è disposto a mollare tutto pur di vederlo nascere e una giornalista francese gli manda a dire che è un infame, che essendo maschio non conta, avrebbe potuto bofonchiarsela col sor Mario Brega, “sei n’omo che nun vale gnente”.
Questa France Pierron, che fa rima con grand con, ha stupito il mondo con la sua perspicacia alternativa, ma perché poi? È una di quelle biondine a un soldo la dozzina, ce ne stanno pure da noi, che si crede bellina e quindi intelligente, una influencer formato giornalista il cui maggiore scoop è stato una iniziativa #ShoesOfZeDay con cui “si fotografa ogni giorno i suoi tacchi invitando i follower a condividere a più non posso”. Un genio non può che spremere genialità. Per cui è tutto normale nell’anormalità.
Non è questione di “non sentirmi così tanto femminista” come si pittura questa France, è che nella sua spocchia all’insù casca tutta l’ipocrisia alla moda: l’uomo è inutile ma deve fare la parte sua, deve fare i compiti a casa, però resta superfluo lo stesso. In altre parole, per la Marianna sportiva viene prima l’hype, il soldo, ma che sei matto, lasciare un campionato del mondo solo perché tua moglie ti fa un figlio; mettiamoci pure quel pizzico di nazionalismo che, oh, fa tanto sovranista. In una sola frase, la catastrofica distruzione non solo della cattedrale woke, quanto della normale intelligenza del buon senso.
Almeno si mettessero d’accordo: il maschio è inutile, ridondante, insussistente se la moglie sgrava, però è un maiale figlio sano del patriarcato bianco tossico (anche se il saggio, umano, e vorremmo dire d’altri tempi Jeremy Doku, stella del Manchester City, è nero come il carbon) se non lava, stira e ammira, fa la spesa, pulisce con la pettorina, la ramazza e un bel fiocco di seta sul culetto.
Come se ne esce? Semplice, la colpa è di Jeremy, che non si è posto a dovere: avesse precisato che mollava la squadra per andare a partorire lui, passando subito all’allattamento, nulla osta. Ma se è solo per star vicino alla compagna (manco un marito: una moglie!) che fa quello che fanno tutte le madri fin dai tempi di Abramo, eh beh, allora no. Allora non vale. Allora può anche restare in America a correr dietro a una palla, tanto la donna fa da sola, fa a meno, anzi meno lo vede meglio sta. Non è che c’è disponibile un’amica disposta a fare le veci del padre e magari metterlo fuori gioco, che quando torna trova la serratura cambiata e il figlio non lo vedrà mai?
Ultim’ora: l’utilissima Pierron, che offre ai fan simpatiche foto autoreferenziali a volte col suo superfluo compagno, e chissà la pazienza, ha chiarito la sua articolata impostazione filosofica proclamando, ovviamente su Instagram: “Ho espresso un’opinione personale, nel contesto di uno scambio contraddittorio. Queste parole sono mie e non riflettono una posizione collettiva. Capisco che possano aver scioccato, ferito o ferito alcuni di voi, e mi dispiace per questo”. Tradotto: mi hanno spiegato che dopo la vaccata di ieri rischio il posto, ma cercate di capirmi, non è colpa mia, io sono solo chi sono e questo è tutto quello che sono. La notizia è che una così abbia capito qualcosa, ma se andate a cercarla su youtube vi sarà subito chiaro che i francesi sono inguaribilmente odiosi, e più sono odiosi più sono ridicoli.
Max Del Papa, 21 giugno 2026
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