E se alla fine avesse ragione Meloni? E se la lettera inviata dall’Italia e dalla Danimarca all’Europa dopo l’invasione di Ceuta avesse un senso? E se la decisione di bloccare Schengen per un mese, con controlli alla frontiera per chi arriva dalla Spagna, avesse ragion d’essere anche se Ceuta e Melilla non confinano col Belpaese e sono exclave spagnole in Africa? Beh, sappiate che la storia del “i marocchini sono tutti rientrati in Marocco” non è così vera. Sanchez potrà pure essere in vacanza e condividere playlist, ma secondo i quotidiani locali sono ancora migliaia i migranti rimasti fuori dal centro di accoglienza in attesa di “un futuro migliore”. Molti di loro, riporta il Giornale, sognano anche l’Italia. Ma la rivelazione più importante, e forse anche la più grave, è un’altra. La riporta il Faro de Ceuta questa mattina.
Dopo l’ondata di ingressi irregolari che ha travolto Ceuta nei giorni scorsi, per molti migranti si è aperta una nuova fase: lasciare l’exclave spagnola per raggiungere la penisola iberica. Secondo quanto riferisce il quotidiano, infatti, le partenze avvengono in modo continuo e con mezzi di fortuna, alimentando un fenomeno che si sta sviluppando parallelamente alla gestione dell’emergenza migratoria.
Molti dei cittadini marocchini entrati a Ceuta stanno infatti cercando di proseguire il viaggio verso la Spagna continentale. E quindi in Europa. Per farlo si affidano a gommoni, piccole imbarcazioni, moto d’acqua e altri mezzi improvvisati, spesso organizzati da reti che chiedono denaro in cambio del trasporto. Le uscite dall’exclave vengono descritte come pressoché costanti, mentre le forze dell’ordine cercano di contrastare il fenomeno via mare.
E pensare che in una lettera pubblicata sabato, il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez aveva bollato come “notizie false” e “disinformazione” il fatto che i migranti potessero arrivare in Europa. Era convinto che l’intervento dell’esercito avesse “impedito qualsiasi ulteriore spostamento non autorizzato verso l’Europa continentale”. Falso, a quanto pare. Le autorità – scrive El Faro de Ceuta – hanno già effettuato diversi interventi contro chi avrebbe tentato di trasformare la crisi migratoria in un’attività redditizia. Nei giorni scorsi la Guardia Civil ha arrestato due persone, una delle quali minorenne, accusate di trasportare migranti verso la penisola. Nonostante questi provvedimenti, secondo il quotidiano ceutí continuano i tentativi di organizzare nuove traversate clandestine. Un video, pubblicato sui social, mostrerebbe infatti uno sbarco a Getares, in Spagna, di un gommone che secondo le fonti del quotidiano sarebbe partito proprio da Ceuta. L’informazione è stata confermata anche da El Mundo.
Ad essere smentita è quindi anche la sinistra italiana. “Giorgia Meloni anziché dare solidarietà a un Paese di frontiera come il nostro nel contrasto a trafficanti e mafie, apre una crisi diplomatica con la Spagna, e annuncia di voler chiudere Schengen. Ma davvero il Governo non sa che Ceuta è un enclave in Africa e da lì non c’è libera circolazione né verso la penisola spagnola né verso gli altri Paesi europei?”, aveva detto Elly Schlein. “Il Governo Meloni ha perfino sospeso Schengen nei confronti della Spagna, alimentando una narrazione che non regge ai fatti. Ceuta non fa parte dell’area Schengen e chi arriva lì non può entrare liberamente né nella penisola spagnola né nel resto dell’Unione europea. Parlare di ‘chiudere Schengen significa agitare una paura che non corrisponde alla realtà”, le aveva fatto eco Francesco Boccia. Il rischio, invece, esiste eccome. E quei filmati lo dimostrano.
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