Esteri

L’urlo a Putin: “Smetterà di uccidere civili?”. E lui con Trump reagisce così

L’incontro storico tra i due presidenti prende il via tra gesti simbolici e massima attenzione

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Il 15 agosto 2025, Donald Trump e Vladimir Putin si sono incontrati ad Anchorage, in Alaska, segnando il primo faccia a faccia tra un presidente degli Stati Uniti e il leader russo dall’incontro fra Putin e Joe Biden a Ginevra nel 2021. Le immagini dei due leader sulla pista d’atterraggio della Joint Base Elmendorf-Richardson hanno fatto il giro del mondo. Sin dalla discesa dagli aerei, con solo pochi istanti di distanza l’uno dall’altro, Trump ha accolto Putin con un applauso e con il pollice alzato in segno di saluto. Putin ha risposto con un sorriso ampio e diversi cenni d’intesa. I dettagli del primo incontro, il clima, e la posta in gioco sono chiari fin dai primi gesti: la crisi in Ucraina e le relazioni tra Stati Uniti e Russia sono i principali argomenti del vertice. Chi legge potrà farsi un’idea diretta di cosa è successo e chi c’era davvero in sala con i due leader.

Atterraggio, tappeto rosso e limousine presidenziale

Donald Trump e Vladimir Putin sono atterrati quasi in contemporanea ad Anchorage, scendendo dalle scalette dei rispettivi aerei presidenziali. Dopo il saluto ufficiale sul tappeto rosso, hanno condiviso un breve tragitto a bordo di una limousine presidenziale nota come “The Beast”. Non è una pratica comune per un presidente americano far salire un capo di stato straniero sulla macchina ufficiale: questa scelta è stata notata dai media. Pare che a bordo non fossero presenti interpreti, anche se si sa che Putin parla inglese a buon livello e avrebbe potuto scambiare direttamente qualche frase con Trump durante i dieci minuti di tragitto verso la sede del summit.

Accoglienza e gesto dei caccia americani

Durante la cerimonia di accoglienza, la base è stata sorvolata da un bombardiere B-2 e da quattro caccia F-35 statunitensi, oltre alla presenza di F-22 Raptors parcheggiati accanto al tappeto rosso. I funzionari del Pentagono hanno confermato il volo dei jet. Trump ha accompagnato Putin camminando insieme verso la limousine, entrambi sorridenti davanti alle telecamere e in mezzo a una sicurezza molto visibile.

Mentre i due erano sul palchetto per le foto di rito, però, alcuni giornalisti hanno provato a urlare alcune domande ai leader. Qualcuno ha chiesto a Putin: “La smetterà di uccidere civili?”. E il leader russo, forse per sfuggire al quesito, si è portato la mano all’orecchio come a dire “non sento”.

Delegazioni e avvio dei colloqui: chi c’era con Trump e Putin

All’inizio dei colloqui, Trump e Putin si sono seduti affiancati dai rispettivi consiglieri. Accanto a Trump c’erano Marco Rubio (segretario di Stato americano), Steve Witkoff (inviato speciale). Al fianco di Putin, invece, sedevano Sergei Lavrov (ministro degli Esteri russo) e Yuri Ushakov (consigliere per la politica estera). Dietro i presidenti, nella sala dove è avvenuto il summit, era ben visibile un pannello blu con la scritta “Pursuing Peace”. Prima dell’inizio dell’incontro, né Trump né Putin hanno risposto alle domande dei giornalisti, compresi i temi sulla tregua in Ucraina.

Temi al centro e reazioni: Ucrainane sanzioni

La questione centrale dell’incontro è la crisi ucraina e la ricerca di una possibile tregua o soluzione diplomatica. Trump ha dichiarato: “Non sono qui per negoziare con Putin al posto dell’Ucraina. Io sono qui per portarli al tavolo”. In giornata, il presidente americano aveva sottolineato che ci sarebbero “severe conseguenze economiche” se l’incontro non avesse avuto buon esito e ha auspicato “un cessate il fuoco rapidamente”. Da parte russa, il ministro degli Esteri Sergei Lavrov ha detto: “Le sanzioni? Ne toglieranno sicuramente qualcuna, questo è certo”. Nel frattempo, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato: “Non c’è alcun ordine, né alcun segnale da parte di Mosca che si stia preparando a porre fine a questa guerra… stanno uccidendo anche il giorno dei negoziati”.

Simboli e proteste

La stretta di mano tra Trump e Putin, immortalata sulla pedana, è stata oggetto di attenzione particolare anche per la posizione delle mani: nella foto ufficiale, Putin è apparso con il dorso della mano verso l’alto, come avviene in quella che viene definita “stretta di mano dominante”. Subito prima, lontano dalla pedana, i due avevano invece dato vita a una stretta più paritaria. Nella città di Anchorage, un piccolo gruppo di manifestanti pro-Ucraina si è radunato vicino alla base con bandiere e cartelli come “Sostieni l’Ucraina” e “Nessun compromesso”. Le delegazioni delle rispettive capitali, Washington, Kiev e Mosca, hanno continuato a seguire l’incontro e a rilasciare comunicazioni ufficiali nei loro paesi, con le parole di Macron che ha avuto un colloquio con Zelensky la mattina stessa.

Le aspettative di Mosca e la durata del summit

Il summit, che potrebbe durare fino a sette ore, non prevede la presenza diretta della leadership ucraina, anche se il Cremlino ha lasciato intendere una possibile apertura a un incontro trilaterale coinvolgendo Zelensky, in caso di esito favorevole. Il ministro degli Esteri russo Lavrov ha spiegato che “molto è già stato fatto” durante i colloqui preparatori, evidenziando il lavoro svolto dall’inviato Steve Witkoff negli incontri in Russia. Il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz hanno auspicato che dall’Alaska arrivino segnali per una pace giusta e solide garanzie di sicurezza per l’Ucraina.

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