in

Luttwak spiega perché l’Italia è in catene

Dimensioni testo

Intervenendo la scorsa primavera nel salotto televisivo di Giovanni Floris, Edward Luttwak sottolineò piuttosto duramente che i suoi concittadini “hanno diritti e che non c’è una legge della Costituzione americana che dice che se qualcun altro ordina di stare in casa si deve obbedire. Non esiste. Il presidente degli Stati Uniti non è nella posizione degli italiani al potere che ordinano qui e là e fanno quello che vogliono.”

Ecco, in questa breve ma piuttosto efficace enunciazione si può leggere l’enorme differenza che ancora ci separa dal Paese, a cui possiamo trovare tutti i difetti che vogliamo, il quale rappresenta ancora la punta di diamante delle democrazie liberali d’Occidente. Sebbene anche negli States l’ombra sinistra del Sars-Cov-2 abbia profondamente alterato il dibattito politico, arrivando a sovvertire una elezione presidenziale che sembrava già assegnata a Donald Trump, nel complesso le misure adottate per contenere la pandemia non sono lontanamente paragonabili alle nostre.

In Italia, e parzialmente in molti Paesi europei, è bastato un virus con una letalità stimata dall’Oms intorno allo 0,25%, con tendenza a scendere, per annichilire il principale baluardo nei confronti dell’arbitrio dei governi e, in modo particolare, di possibili dittature della maggioranza. Quest’ultimo è un concetto che sembra svanito da tempo in un dibattito politico sempre più dominato dai sondaggi e da una comunicazione spicciola e semplificata. D’altro canto sono anni che nel teatrino politico, sostenuto in questo dalle varie grancasse giornalistiche, domina l’idea assai nefasta secondo la quale attraverso il consenso si possa realizzare di tutto.

Ed è così accaduto che proprio sulla base di un consenso all’inizio quasi plebiscitario con pochi e ben assestati colpi di Dpcm sono state abolite gran parte delle nostre libertà costituzionali. Qualcuno ora dirà che tale consenso è stato in buona parte ottenuto in forza di una colossale manipolazione di massa, inducendo milioni di sprovveduti cittadini a ritenere che il Covid-19 fosse una malattia mortale come l’Ebola o la Peste nera.
Ma il problema è a monte e ci riporta a quanto affermato da Luttwak: nessuna manipolazione, in un saldo sistema politico fondato su una solida e radicata Costituzione, dovrebbe poter rimuovere con un tratto di penna le libertà dei cittadini. Ed il fatto incontrovertibile che ciò sia avvenuto, continuando a perpetuarsi a tempo indeterminato, segnala la grande e preoccupante fragilità della democrazia italiana.