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M5s e mezzo Pd si dichiarano amore: pronto l’inciucio

L’ex ministro De Micheli, candidata alla segreteria dem: “Governo giallorosso il più progressista”

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Paola De Micheli, che come è noto si è candidata a guidare il Partito democratico, in vista di un congresso annunciato ma ancora avvolto nelle nebbie, ha già chiarito la sua strategia sul piano delle alleanze politiche. Intervenendo a Coffee Break, condotto su La7 da Andrea Pancani, l’ex ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti ha espresso un vero e proprio atto di amore nei riguardi del Movimento 5 Stelle.

Rispondendo ad un quesito di Pancani, il quale le ha chiesto se si sentisse più in sintonia con le istanze del M5s o con quelle di Renzi e Calenda, queste le parole della politica piacentina: “Beh, io sono stata al governo col M5s e credo che quello sia stato il governo più di sinistra della storia repubblicana: il più progressista, il più veloce nelle decisioni e anche quello che ha iniettato un grande seme di novità nel nostro Paese.” Quindi, stiamo parlando del secondo esecutivo Conte, quello che, per intenderci, è stato velocissimo ad applicare una catastrofica linea di restrizioni sanitarie di stampo cinese, i cui enormi costi economici, sociali e psicologici non sono stati ancora analizzati a fondo.

Quello stesso governo che nominò Domenico Arcuri come commissario straordinario per l’emergenza Covid, con risultati eufemisticamente discutibili, tanto da venir rapidamente rimosso da Mario Draghi, all’indomani del suo avvicendamento con l’attuale capo dei grillini. Un governo che si, è stato effettivamente assai rapido nel chiuderci in casa con un semplice atto amministrativo, imponendoci allo stesso modo tutta una serie di obblighi tanto inutili quanto umilianti; ma si è poi dimostrato di una lentezza esasperante – da qui una delle ragioni della sua ingloriosa caduta -nell’applicare il famoso Pnrr, acronimo di Patto nazionale di ripresa e resilienza, facendoci correre il serio rischio di perdere buona parte delle ingenti risorse europee messe a disposizione dell’Italia.

Se tutto questo costituisce un grande seme di novità per il Paese, Dio ce ne scampi e liberi, insieme all’imbarazzante e doloroso ricordo dei lockdown, delle mascherine anche all’aperto, delle passeggiate in prossimità della porta di casa, dei banchi a rotelle e chi più ne ha più ne metta.

Ora, le cose sono due: o la De Micheli intende solo occhieggiare al M5s in vista del congresso del suo partito, utilizzando strumentalmente la simpatia verso i grillini che indubbiamente esiste all’interno del Pd, oppure ella intende realmente strutturare una alleanza organica con una forza politica che basa oramai gran parte del suo consenso sulla difesa ad oltranza di un modello di assistenzialismo che ci farebbe sprofondare rapidamente nell’inferno del sottosviluppo. Quale che sia la storia, non sembra proprio questa la strada per realizzare un credibile progetto politico da presentare al Paese.

Claudio Romiti, 19 ottobre 2022