
This is not America e se l’America fa paura per certi versi (la rigirassero come gli pare ma il Paese è fuori controllo, sta diventando come la Russia dove si ammazza la gente per strada, non è possibile che la polizia che controlla l’immigrazione ammazzi un immigrato o attivista la settimana), l’Italia spaventa per versi opposti: non capita in nessun posto al mondo che un agente impegnato in un inferno di diavoli come il bosco di Rogoredo, beato chi non lo conosce, venga indagato per omicidio volontario siccome ha sparato su un malvivente violento e demente che gli puntava una pistola contro: che doveva fare, chiedergli prima se la pistola era carica, come la pensa, per chi vota? È talmente palese che non poteva fare che così, e quando le cose sono palesi non ci si sta tanto a perdere tempo. Invece questa è l’altra faccia dello scrupolo, pro balordi, che quando eccede finisce per risolversi in profonda ingiustizia. Possiamo tollerarlo? Diremmo di no, tanto più che non è la prima volta che succede, anzi è abitudine della magistratura (e con la fola dell’atto dovuto, per favore, finiamola lì una volta per tutte).
Tocca essere sempre un po’ equidistanti: non cerchiobottisti, equidistanti, cioè l’esatto contrario, non stare con nessuno, non tifare per nessuno, in modo preconcetto, se mai sposare solo la realtà dei fatti e la coscienza che serve a vederli. Perché la realtà è quasi sempre bastarda nelle sue contraddizioni e offre pochi appigli. Voglio dire che, volendo essere onesti, fottendocene di venire strumentalizzati o criticati, non è semplicemente concepibile quello che sta succedendo negli Stati Uniti ed io non vorrei essere nei panni di quelli che si sfiniscono a giustificare, a “spiegare” Trump qualsiasi cosa faccia, regolarmente seguita dall’esatto contrario; d’altra parte, nessuno sano di mente e di coscienza potrebbe sostenere il modello di civiltà italiana dove maranza, balordi e stragisti la fanno da padroni e vengono pure esaltati – difatti quel modello lo sospinge la sinistra – e se, per sbaglio, per eterogenesi dei fini, ne viene eliminato uno, è il coro delle prefiche e degli indignati in servizio permanente effettivo, ma cialtroni: andate un po’ a sentire quelli che abitano nei dintorni del “bosco”, quanto sono rammaricati della morte, cercata, di un pregiudicato violento, membro di una gang della mafia marocchina che a Rogoredo controlla il giro dello spaccio con armi da fuoco, da taglio, machete, cani feroci, terrore diffuso.
Scusate, ma di che cazzo stiamo a discutere? A cavillare? A processare? This is not America, dove la polizia di frontiera scarica 10 pallottole in corpo a un manifestante, ma se un delinquente punta un’arma contro un agente, il minimo che gli può e gli deve capitare è di venire centrato. E il minimo che un poliziotto può e deve fare, è difendersi attaccando. Altro che la follia di leggere nel pensiero. Qualche giorno fa vedevo una puntata recente del serial “Chicago PD”, violentissimo, realistico, e c’era una scena trucida dal seguente dialogo: “Tu hai sparato contro un poliziotto, uno di noi, e credevi di farla franca?”. Lì per lì mi aspettavo che il criminale rispondesse: “Eh, certo: sono appena tornato dall’Italia, e là funziona così”.
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Signori e magistrati, toc toc: a nessuno passa per la testa il sospetto che ogni tanto le garanzie vadano riservate anche a quelli che rischiano la pelle per tutelare tutti gli altri, e che, in divisa o senza, vengono spediti negli abissi più infami da dove saltano fuori ossessi pronti a decapitarli, a farli secchi? Possibile che solo questi ultimi debbano godere della compassione scrupolosa di toghe di sinistra, politici di sinistra, parolai di sinistra? Dice il segretario generale Fsp Polizia di Stato: “Siamo a dir poco basiti”. Vorremmo esserlo anche noi, e invece siamo solo avviliti. Perché sappiamo che adesso quel poliziotto, già sotto choc, primo a soccorrere inutilmente la sua vittima, che lo stava aggredendo, dovrà passare un calvario infinito in sede giudiziaria: la vicenda dei carabinieri che inseguivano i maranza rapinatori, sempre a Milano, fa precedente, ed è allucinante di per sé: non è ancora finita, non è mai finita. Non finirà mai neanche per questo malcapitato tutore dell’ordine, lui sì malcapitato in tutti i sensi.
C’è una cosa, la sinistra non perde occasione per sputare sulle forze dell’ordine difendendo maranza, spacciatori, balordi dai quali evidentemente si aspetta un aiuto, in forma di manovalanza, per la rivoluzione o almeno il colpetto di Stato sempre sognato – perché la sinistra si riempie la bocca di democrazia, di regole, di Costituzione, ma per via legale non concepisce niente, il potere lo cerca, lo vuole, lo insegue regolarmente con mezzi non ortodossi quando non farabutteschi; però, quando servono, gli sbirri li vuole e li vuole subito. Li vuole per sé, per i propri figli, per i propri privilegi di casta. Sempre trattandoli come sottoposti da sputtanare alla prima occasione o da utilizzare per il lavoro sporco. Certo, l’America si va avvicinando in modo angosciante a derive sudamericane, ma l’Italia ci arriva per vie opposte e convergenti. Brutto, bruttissimo momento.
Max Del Papa, 29 gennaio 2026
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