Politica

“Ma è normale??”. Bufera sul vicesindaco di Bologna per quella spilla

L'esponente di Coalizione Civica, alleata del Pd, si è presentata con uno stemma della Palestina ritenuto "incompatibile" con le istituzioni

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Emily Clancy, vicesindaco di Bologna ed esponente di Coalizione Civica, è al centro di un acceso dibattito politico per aver indossato una spilla pro Palestina durante la commemorazione di Francesco Lorusso, militante di Lotta Continua ucciso nel 1977. L’evento si è svolto l’11 marzo, e la scelta della Clancy ha attirato critiche, soprattutto perché rappresentava ufficialmente il Comune indossando la fascia tricolore. La spilla raffigurava la mappa di Israele coperta dai colori della bandiera palestinese: nero, bianco, rosso e verde.

L’accusa del centrodestra

Figurano tra i principali critici Anna Cisint, eurodeputato della Lega, e Matteo Di Benedetto, capogruppo della Lega a Bologna. I due hanno dichiarato: “Dalle immagini sembrerebbe che la vicesindaca abbia indossato una spilla con un motto implicito che implica la cancellazione dello Stato di Israele, incompatibile con i valori di un’istituzione democratica”. Cisint e Di Benedetto hanno poi aggiunto che, qualora fosse confermato il significato attribuito alla spilla, la Clancy dovrebbe scusarsi pubblicamente e valutare seriamente di dimettersi.

Anche Stefano Cavedagna, eurodeputato di Fratelli d’Italia, ha espresso forti critiche, definendo l’atto “intollerabile e incompatibile con il ruolo di vicesindaco”. Secondo lui, il gesto sarebbe intenzionale e rappresenterebbe una presa di posizione politica inopportuna considerando il contesto istituzionale in cui si trovava. L’ex deputato Enzo Raisi, già membro di Alleanza Nazionale, ha definito la Clancy “antisemita”, invitandola in modo categorico a “vergognarsi”. “Non ha indossato un segno contro la guerra a Gaza, o contro le operazioni militari israeliane. – ha scritto Luigi Marattin – Tutte cose che – in una società libera – ha pienamente diritto di fare, che siano o meno condivise da chiunque. No. La vice-sindaco (di una delle principali città italiane) ha indossato una spilla che inneggia alla cancellazione totale dello stato di Israele. Domanda: ma è tutto normale secondo voi?”.

Le dichiarazioni di Emily Clancy

Clancy ha respinto le accuse, giudicandole una “mistificazione molto preoccupante” e sottolineando che il suo gesto non vuole suggerire alcuna volontà di eliminare lo Stato di Israele. “Trovo molto gravi alcune semplificazioni: dire che, solo per il fatto di indossare la spilla della Palestina, voglio che le persone israeliane muoiano è una manipolazione”, ha spiegato. La vicesindaco ha anche ribadito il suo supporto al diritto del popolo palestinese all’autodeterminazione e ha condannato le violazioni dei diritti umani in corso nella regione.

Il contesto politico e le precedenti polemiche

La giunta di Bologna, guidata dal sindaco Matteo Lepore, era già stata al centro di polemiche nel 2024, quando la bandiera palestinese fu esposta sulla facciata di Palazzo d’Accursio, sede del Comune. L’episodio avvenne poco dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre, scatenando critiche da parte della Comunità Ebraica. Per calmare le tensioni, l’amministrazione aggiunse successivamente la bandiera di Israele e quella della pace. Tuttavia, anche dopo questi tentativi, le tensioni politiche sul tema rimangono vive.

La commemorazione di Francesco Lorusso non si è rivelata priva di contestazioni anche per altri motivi. La Clancy è stata criticata per alcune decisioni comunali riguardo il progetto di un Museo dei bambini nel quartiere Pilastro, un tema che ha acceso ulteriormente il dibattito pubblico. Le opposizioni hanno collegato queste critiche all’episodio della spilla, amplificando le accuse nei suoi confronti.

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