Ma non si difende Charlie Kirk censurando i suoi odiatori

Quando la sinistra censura, ci indigniamo (giustamente). Ora non fate lo stesso errore

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odifreddi saviano kirk

Charlie Kirk è stato ammazzato. E già questa frase, in un mondo normale, dovrebbe bastare a fermarsi, riflettere, prendere atto del baratro in cui siamo finiti. Ma c’è di più. Perché la riflessione deve andare anche oltre. Pensiamo a quello che sta succedendo sui giornali, nei talk show, e soprattutto sui social. Lì, i soliti noti hanno avuto l’ardire di dire le cose più brutali, ciniche, perfino oscene sulla sua morte.

La giostra è partita immediatamente: “vietiamo l’hate speech”, “Chi parla così deve essere censurato”, “basta libertà di parola per i vigliacchi”. E fin qui, niente di nuovo. È il copione classico della sinistra: sfruttare ogni occasione per infilare la censura dalla finestra. Parlano di rispetto, ma vogliono solo controllo. Il punto – e qui arriva la vera notizia – è che questa volta anche la destra rischia di cascarci.

Sì, perché davanti all’orrore dei commenti su Kirk, c’è chi – pure nel campo conservatore – ha cominciato a invocare regole più dure, leggi speciali contro l’hate speech, denunce, ban, censure. Ecco il grande errore. Difendere la libertà di espressione significa accettare anche l’insulto. Il cattivo gusto. Lo schifo. Perché oggi censuri chi festeggia la morte di Kirk, domani censurerai chi critica l’aborto, dopodomani chi contesta il gender, e via così. Chi stabilisce il confine? Un algoritmo? Una commissione etica del politicamente corretto? L’Onu?

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La verità è semplice: non c’è libertà senza il rischio dell’abuso. E lo sapeva bene proprio Kirk, che ha fatto della libertà la sua bandiera. Anche quando lo sbeffeggiavano, lo insultavano, lo chiamavano fascista, razzista, suprematista. Ha sempre difeso il diritto degli altri di sbagliarsi. Ora tocca a noi fare lo stesso. Non possiamo chiedere nuove “regole”, ossia quello che fa la sinistra ogni volta che perde un dibattito.

Non si difende Kirk mettendo il bavaglio a chi lo odia. Lo si difende ricordando che la libertà vale per tutti. Anche per i cretini Perché la libertà vera non è quella che piace. È quella che dà fastidio. Quindi smettiamola di chiedere censura in nome del rispetto. Perché rispetto e libertà non sono sinonimi. E la vera differenza tra noi e loro, tra chi crede ancora nella civiltà liberale e chi sogna un mondo imbavagliato, è che noi difendiamo anche il diritto degli altri di dire idiozie. Perché se togli quel diritto a loro, un giorno lo toglieranno anche a te.

E quindi cosa fare di fronte a un imbecille che festeggia la morte di Kirk? Semplice: bisogna fargli capire che è un idiota. Senza bavagli, senza minacce, senza altro odio. Si qualificano da soli.

Franco Lodige, 18 settembre 2025

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