Nel silenzio quasi totale dei media internazionali, una tragedia ha scosso la città di Charlotte, nella Carolina del Nord, lo scorso 22 agosto. Iryna Zarutska, rifugiata ucraina di 23 anni, è stata brutalmente uccisa a coltellate mentre viaggiava su un treno della metropolitana leggera Lynx Blue Line, di ritorno dal lavoro. Secondo quanto ricostruito dalle autorità locali, Iryna era salita sul convoglio verso le 21:46, alla stazione East/West Boulevard. Pochi minuti dopo, un uomo seduto alle sue spalle, identificato come Decarlos Brown Jr., 34 anni, afro-americano senza fissa dimora, ha estratto un coltello e l’ha colpita ripetutamente, con il fendente fatale al collo.
Brown è poi sceso dal treno alla fermata successiva, dove è stato arrestato dalla polizia presente in stazione. Le telecamere di sorveglianza interne al treno hanno registrato tutta la sequenza. Le immagini sono state rese pubbliche dalle autorità locali solo il 5 settembre, alimentando ulteriori polemiche sulla sicurezza in America. Decarlos Brown non era sconosciuto alle forze dell’ordine. Secondo i registri, aveva alle spalle almeno 14 arresti per reati gravi, tra cui possesso illegale di armi da fuoco, rapina a mano armata, aggressione e violenza domestica. Soffriva inoltre di schizofrenia paranoide certificata.
Pochi mesi prima dell’omicidio, aveva contattato il 911 affermando che il suo corpo era controllato da “materiali artificiali”, chiedendo un’indagine. Dopo aver ricevuto un rifiuto dalla polizia, aveva richiamato insistentemente, finendo per essere arrestato per disturbo alla quiete pubblica. Nonostante il profilo altamente pericoloso, nel gennaio 2025 era stato rilasciato in seguito a un’accusa minore, in base alle regole della cauzione senza pagamento previste dal sistema giudiziario della Carolina del Nord.
E proprio la giudice Teresa Stokes, che l’ha rimesso in libertà, è ora al centro di polemiche e di attacchi per la leggerezza con la quale ha gestito l’ultimo rilascio di Brown. In molti sostengono che non abbia tenuto conto dei precedenti penali e mentali dell’uomo e che il rilascio si sia bassato esclusivamente sulla promessa scritta di Brown di comparire in tribunale in una futura udienza. Promessa ovviamente non mantenuta e che è costata la vita a Iryna.
Cristina De Palma, 10 settembre 2025
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