Esteri

Macron caduto nell’abisso

Il presidente francese è ormai arroccato all'interno del suo palazzo senza rappresentare più nulla

Macron (2) Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
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Pochi sanno che Julius Evola, filosofo esoterico del nostro passato culturale, aveva una profonda passione per Giovanna D’Arco. Egli la riteneva, commentando un saggio poco conosciuto di Albert Mirgeler, il simbolo di un nuovo destino per la Francia e l’intera Europa cristiana. La pulzella d’Orleans, mandata da Dio a liberare i francesi dalla dominazione britannica, rappresenta, secondo Evola, un potentissimo simbolo di riscatto e la manifestazione tangibile della volontà divina che si posa sul nostro continente.

Oggi nemmeno Giovanna D’Arco potrebbe salvare la Francia dall’abisso nel quale sembra precipitata. Abisso politico, con un presidente della repubblica che assomiglia ai re folli delle cronache fantasy, arroccato all’interno del suo palazzo senza rappresentare più nulla se non sé stesso, nonché ostinatissimo nel non accettare il suo declino, rendendosi ancora più ridicolo cercando una nuova legittimazione attraverso la guerra al falso nemico russo. Abisso economico, come dimostrano i dati horror sul debito francese e le scelte draconiane imposte ai lavoratori di rinunciare ad alcune festività nazionali per aumentare la produttività.

E poi il baratro sociale. Scene da guerra civile lungo le strade di Parigi che sembra Atene all’indomani del crack finanziario della Grecia. Teste di maiale vengono poste all’esterno delle moschee, macabro monito ad una possibile deriva violenta del malcontento. Scene da anno mille nel presente del secondo più importante paese del nostro continente. Il cuore culturale dell’Europa sembra aver smesso di battere, così come malmesso è anche quello produttivo (la Germania). Una deriva dalla quale solo una vergine guerriera mandata da Dio potrebbe salvarci.

Ma da Giovanna D’Arco siamo giunti a Greta Thunberg e alla sua torma di scappati di casa diretti verso una terra devastata, non si sa bene a far cosa. Il tutto negli applausi della paccottiglia pop mainstream che non teme e non vuole vedere il disastro alle nostre porte. La decadenza della Francia si ripercuoterà su tutto il continente; ovviamente anche su di noi, che della Francia siamo un prodotto storico. Il vento di destra potrebbe non bastare a far risorgere una nazione dilaniata da conflitti etnici e sociali profondissimi, governata da un re folle che sembra uscito da una tragedia shakesperiana la cui fine viene auspicata da ogni francese che abbia a cuore il suo paese.

“Il grande monarca” delle antiche profezie, il re chiamato a ripristinare l’ordine nel mondo europeo, non sembra proprio volersi affacciare. Forse persino Giovanna D’Arco oggi rinuncerebbe al suo mandato per rifugiarsi in una villetta a Saint Tropez. Solo un Dio può ora salvare la Francia, e noi con lei.

Francesco Teodori, 19 settembre 2025

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