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Maduro e il modello chavista che ha portato povertà e morte

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L’Italia osserva con flemma ciò che sta accadendo in Venezuela dove Juan Guaidó, leader dell’opposizione e presidente del Parlamento, si è autoproclamato presidente e ha deposto Nicolás Maduro. Quest’ultimo aveva vinto le recenti elezioni con il 70 per cento dei voti. Risultato sospetto per la sua ampiezza. Enormi manifestazioni di protesta si sono registrate a Caracas ma anche in molte altre città. Il neopresidente ha offerto un’amnistia al socialista Nicolàs Maduro, da molti ritenuto un dittatore. In questo momento l’arbitro della partita è l’esercito, diviso al suo interno. Gli USA sono stati i primi a riconoscere Guaidó, seguiti da molti Stati sudamericani. Russia, Cina, Iran, Cuba e Turchia si sono schierati più o meno apertamente con Maduro.

L’Unione europea non è riuscita a dire sì o no, scegliendo una terza via. Sì al ripristino e al rispetto dei poteri dell’Assemblea nazionale; sì al ritorno della democrazia; no a Guaidó. Nel governo solo Matteo Salvini si è schierato apertamente con i manifestanti e Guaidó. I Cinque stelle sembrano imbarazzati, anche perché il modello socialista inaugurato da Hugo Chavez e proseguito con Maduro è sempre piaciuto ad alcuni elementi di spicco come Alessandro Di Battista. Peggio di tutti ha fatto la CGIL che ha emesso e subito ritirato un comunicato a favore di Maduro. Questa in estrema sintesi è la cronaca.

Il modello chavista (nazionalizzare il nazionalizzabile) ha ridotto il Venezuela, benché ricchissimo di petrolio, alla fame. I dittatori socialisti hanno fronteggiato la protesta ricorrente cancellando gli oppositori con i metodi repressivi appresi a Cuba e truccando, secondo tutti gli osservatori internazionali, le elezioni. A riprova che l’esito del socialismo reale è sempre lo stesso: povertà e morte. C’è un’altra cosa che non cambia idea: l’antiamericanismo della sinistra ma anche dell’estrema destra. Ancora non si era capito cosa fosse successo, che già in Rete si attribuiva «il golpe» di Guaidó all’intervento della CIA, braccio armato dell’imperialismo americano. Da chi l’abbiano saputo, non lo dicono. Avranno una fonte interna alla CIA? Mah…

Alessandro Gnocchi, 25 gennaio 2019