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Magistrati. Fenomenologia di una casta

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Fenomenologia del magistrato. C’è quello preoccupante, di ceffo sbirresco, sembra uscito da un romanzo di Aurelio Picca che uno solo a pensare di capitargli tra le grinfie medita il suicidio. Sicuro che la casta non sbaglia mai, che “il problema è a monte”, “mancano risorse”, “occorre riequilibrare il sistema”, messaggio in codice che si legge come segue: voglio più potere per la mia corrente.

C’è quello sull’isterico travagliato, guai a contraddirlo, sicuro che non esistono onesti ma solo farabutti non ancora ingabbiati, ovviamente tranne la casta sua, ma non tutti, anche tra i colleghi ci sono dei mascalzoni da ingabbiare. C’è quello, o quella, che insegue i media per dirgli: non insistete, tanto non dico niente, non ho niente da dichiarare. Però intanto li insegue, li bracca, sono magistrati stalker e se non gli dai retta se la legano al dito. C’è quello, o quella, che posa come un influencer e se la foto viene male, e la pubblichi, ti telefona lanciando oscure minacce.

Poi ci sono gli altri, a prato basso, alcuni, non molti, sgobboni, altri nullafacenti, alla lettera, caffeinomani, sempre fuori sede, fuori stanza, fuori servizio. Il risultato è un contesto al di sotto di ogni sospetto, come emerso dal libro di Sallusti col reo confesso Palamara, solo una piccola parte di quanto davvero marcisce sotto il tappeto della Giustizia. Ma è già abbastanza. Con il che succedono cose all’apparenza incomprensibili.

Più si scava e più emerge il crimine, il ponte Morandi un colabrodo da gran tempo, il crollo annunciato, i manager che escono dalle indagini sempre più compromessi, ma Atlantia si piglia 8 miliardi dalla cordata Cdp e ai Benetton che secondo Toninelli dovevano far fagotto pagandola cara ne arrivano 2,4. Con tanti saluti ai parenti delle vittime che si lamentano, in modo anche patetico. Sull’Ilva piove una sentenza interlocutoria, d’accordo, discutibile, senz’altro, ma essendoci di mezzo il governatore compagno Vendola hanno già tutti deciso che non vale, che verrà cancellata in appello.

Chiunque varchi la soglia di un Tribunale, detto Palazzaccio, sa per esperienza che si tratta di una esperienza traumatica sia esso vittima o carnefice, ma più da vittima, da parte lesa; sa che il suo destino sta non nelle mani di Cristo ma del giudice – faraone, padrone del tuo destino e della tua libertà a suo esclusivo arbitrio. Perché, non prendiamoci in giro, il comandamento della certezza della legge è una favola bella, la legge dipendendo da pregiudizi, umori, attitudini e vincoli del magistrato. Ma la colpa è del sistema, che sarebbe come a dire di Lucifero o del destino cinico e baro.

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14 Commenti
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Paolo
Paolo
4 Giugno 2021 20:04

Sorrido. Quando ho letto “fenomenomelogia” il pensiero è corso alla Fenomenologia dello Spirito di Hegel.

Valter Valter
Valter Valter
4 Giugno 2021 18:43

Alti lai si levano da un popolo che vorrebbe semplicemente giustizia verso colui che la presiede, ma parafrasando l’evangelico “é più facile che un cammello etc. etc”, diciamoci la veritá: é più facile che intervenga a porre riparo allo sfascio il povero Milite Ignoto piuttosto che il Mitile Noto.

Giorgio Colomba
Giorgio Colomba
4 Giugno 2021 17:39

“Uno stato nello stato, governato da fazioni che si spartiscono le poltrone in base a una ferrea logica lottizzatoria e riescono a dettare l’agenda alla politica. Un formidabile apparato di potere che, sventolando spesso a sproposito il sacrosanto vessillo dell’indipendenza, e facendo leva sull’immagine dei tanti magistrati-eroi, è riuscito a blindare la cittadella della giustizia, bandendo ogni forma di meritocrazia e conquistando per i propri associati un carnevale di privilegi (dalla quarta di copertina di “Magistrati, L’Ultracasta”, di Stefano Livadiotti, ex toga, 2011).

Corsaro Nero
Corsaro Nero
4 Giugno 2021 17:06

Ma con una pseudo-giustizia che manda a spasso un pluriassassino con 150 omicidi sul groppone e l’insolito hobby di sciogliere gli adolescenti nell’acido mentre lascia ostinatamente in galera un fotografo che seppur cialtrone ha come unica colpa di aver scattato quattro foto ad un intoccabile rampollo che cosa vi aspettate? Questa è l’italietta rossa, questa è l’italietta del ‘io posso’ questa è la solita e immortale italietta della vergogna, altro che fascismo………..

Albert Nextein
Albert Nextein
4 Giugno 2021 16:57

Sarei contrario alla pena di morte. Che riserverei alla casta giudiziaria. Ugualmente per tale casta , multe e pene doppie rispetto a quanto previsto per i comuni mortali.

CLAUDIO
CLAUDIO
4 Giugno 2021 14:33

Quindi ricapitoliamo un paio di passaggi della Giustizia ” Sinistra” ITALIANA ;

Non ho i soldi per pagare le Tasse e le Cartelle COLPEVOLE, EVASORE, CONDANNATO AL SUICIDIO, ALLA GALERA , ALLA GOGNA

Sono un Assassino uno Stupratore e un Drogato ASSOLTO PERCHÉ NON IN GRADO DI INTENDERE E VOLERE , DIVENTO OPINIONISTA E PERSONAGGIO TV in RAI e in poco tempo mi arricchisco

Eduardo
Eduardo
4 Giugno 2021 14:26

Max Del Papà perché non viene invitato in tv da Porro? Mi piacerebbe molto sentirla argomentare dal vivo perché apprezzo molto il suo eloquio. Complimenti