Mamdani, vai col Var: era teso quel braccio?

La polemica sul saluto romano di Elon Musk e il finale di discorso del nuovo sindaco di New York

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Musk Elon e Madmani

A noi piace scherzare, lo sapete. Stiracchiare un po’ il dibattito. Ricordate la folle polemica su Elon Musk che, dopo un discorso di fronte alla folla Maga, la salutò portando la mano sul cuore e infine allungando il braccio? Beh: le fotografie ben realizzate trasformarono Elon in una sorta di erede di Adolf Hitler, lui libertario radicale dal carattere tutt’altro che reazionario.

Lo scrivemmo a destra e a manca che si trattava di un gesto impacciato, che sembrava indicare la volontà di esprimere con il corpo ciò che stava dicendo a voce, ovvero “il mio cuore è con voi”. Impacciato? Forse. Nazista? Giammai. Eppure c’è ancora chi è convinto si trattasse di un’evocazione nazionalsocialista, addirittura qualcuno dovrà ridare indietro la Tesla per questo.

Il punto è che il fascismo di Elon stava tutto negli occhi di chi guardava quel video. Infatti nessuno ha osato montare la stessa polemica (giustamente) nel caso di Zohran Mamdani che alla fine del suo discorso ha fatto un gesto in qualche modo simile a quello di Musk. Magari con meno rigidità. Magari con meno foga. Ma ha portato la mano sul cuore per poi “gettarlo” verso i fan e salutarli allungando il braccio. Fascismo? No. Nazismo? Nemmeno. E allora siamo qui a indire il primo “Var” mondiale sul braccio teso dei politici. Guardate il video: era teso oppure no? E soprattutto, come definiamo quando quel gesto diventa hitleriano: dipende dall’apertura delle dita, dall’angolazione del braccio o dal vigore della tensione del braccio?

La Vipera, 5 novembre 2025

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