Scuola

Il dibattito

Maxi infornata di prof? Non è vero: chi critica le assunzioni, sbaglia

Si apre il dibattito sul nostro sito dopo l'articolo firmato da Andrea Bernaudo

valditara scuola © maroke tramite Canva.com
Ascolta l'articolo
0:00 / --:--

Nelle scorse ore ho avuto modo di leggere le opinabili considerazioni avanzate in un contributo pubblicato su questa testata a firma Andrea Bernaudo, dal titolo “Paradosso statalista: studenti in calo, maxi-infornata di docenti”.

Nel testo in questione, l’autore, riprendendo la notizia del corposo piano di assunzioni recentemente annunciato per il comparto scolastico dal ministro competente Giuseppe Valditara, additava in modo fuorviante come paradossale il programma di reclutamento disposto dal governo, in quanto, a suo dire, non in linea con l’attuale fabbisogno di insegnanti del sistema scolastico nazionale.

Il dato indicato da Bernaudo inerente il crollo di iscrizioni, 134 mila per l’appunto, che si registrerà a partire dal prossimo anno scolastico per effetto diretto del calo demografico che affligge il Belpaese è corretto ed inequivocabile; molto meno accurate sono invece le riflessioni circa i 54 mila docenti che saranno immessi in ruolo dal prossimo settembre. Intanto, più che di vere e proprie assunzioni bisognerebbe parlare di “stabilizzazioni”, dal momento in cui gli oltre cinquantamila “nuovi” insegnanti in realtà nuovi non sono, avendo già prestato servizio nella scuola pubblica come precari per diversi anni. Ciò che si propone di fare l’esecutivo consiste pertanto nella stabilizzazione di una parte minoritaria di quella foltissima pattuglia di precari della scuola italiana, ad oggi più di duecentomila, che rappresenta circa il 25% dell’intero corpo docente. Inoltre, va anche ricordato che a fronte di 54 mila unità assunte a tempo indeterminato si registreranno contestualmente quasi 28 mila pensionamenti.

L’affermazione secondo cui, per effetto di tali immissioni in ruolo “l’apparato pubblico sarà sempre più pieno”, è dunque inesatta e fuorviante, essendo gli insegnanti in questione già parte da diversi anni dell’apparato pubblico di cui sopra, sebbene con contratti di lavoro a tempo determinato, che peraltro sarà presto alleggerito da svariate migliaia di pensionamenti. Il fatto che si sia deciso di stabilizzare una parte del corpo docente a tempo determinato non rappresenta pertanto un ulteriore aggravio per i conti pubblici, bensì una garanzia di stabilità per dei lavoratori precari e sottopagati, i quali, con un contratto a tempo indeterminato e un futuro meno nebuloso, potrebbero anche contribuire attivamente alla crescita demografica del Belpaese, e, soprattutto, per gli stessi studenti, che non saranno costretti a dover cambiare l’intero corpo docente all’inizio di ogni singolo anno scolastico.

Quanto invece all”affermazione “si continua ad assumere in massa senza premiare il merito“, va altresì precisato che la stragrande maggioranza dei docenti in questione sarà immessa in ruolo in seguito al buon esito di apposite procedure concorsuali (i cosiddetti concorsi Pnrr1 e Pnrr2, per intenderci) che rispondono a un preciso impegno assunto dall’esecutivo di effettuare settantamila nuove assunzioni entro il 2026 (l’Italia è dal 2019 sotto procedura di infrazione Ue proprio per l’abuso sistematico di contratti a tempo determinato nel comparto scolastico), nonché alla fruizione e al completamento di uno specifico percorso formativo per abilitazione all’insegnamento.

Per il resto, si può anche essere d’accordo con Andrea Bernaudo sull’elevato grado di sindacalizzazione del personale scolastico, sulla necessita di riformare un sistema non sempre al passo con le esigenze del mercato del lavoro, sulla manifesta difficoltà della scuola italiana di valorizzare la qualità e sull’inadeguatezza del livello retributivo degli insegnanti italiani rispetto alla media Ue. Tutto vero e centrato. Ma, almeno nel caso ad oggetto, risulta alquanto impreciso, sviante ed eccessivamente semplicistico parlare di “paradosso statalista”. Sa di liberismo un tanto al chilo.

Salvatore Di Bartolo, 20 luglio 2025

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Iscrivi al canale whatsapp di nicolaporro.it
L'inferno è pieno di buone intenzioni

SEDUTE SATIRICHE

Sedute Satiriche di Beppe Fantin - Vignetta del 10/04/2026

Domani da incubo

Vignetta del 10/04/2026