Cronaca

Maxi pestaggio in strada: i maranza seminano il panico

L'ira del sindaco a Jesolo: "Via questa feccia dalla città". Lo scontro tra bande ripreso da alcuni residenti

maranza jesolo
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Nuovo episodio di violenza sul litorale di Jesolo, dove nel fine settimana una rissa ha coinvolto una ventina di giovani lungo la spiaggia libera nei pressi di piazza Brescia. L’intervento delle forze dell’ordine ha evitato conseguenze più gravi, ma l’accaduto ha riacceso il dibattito sulla sicurezza nelle località balneari e sul fenomeno delle cosiddette baby gang o “maranza”.

Secondo le ricostruzioni, tutto sarebbe nato da un banale diverbio tra ragazzi, degenerato rapidamente in una serie di spintoni, schiaffi e pugni davanti a numerosi bagnanti. A partecipare alla zuffa sarebbero stati soprattutto minorenni provenienti non soltanto da Jesolo ma anche da altre aree delle province di Venezia e Treviso. Sul posto sono intervenuti carabinieri e polizia locale, che hanno provveduto a identificare gran parte dei presenti. Nessuno dei coinvolti avrebbe avuto bisogno di cure ospedaliere.

La reazione dell’amministrazione comunale è stata immediata. Il sindaco Christofer De Zotti ha condannato con fermezza l’accaduto, sottolineando che la città non intende tollerare comportamenti violenti in luoghi frequentati da famiglie e turisti. L’obiettivo dichiarato è quello di adottare nei confronti dei responsabili provvedimenti restrittivi come Daspo urbani o fogli di via, così da impedirne il ritorno nella località balneare. “Situazione spiacevole fra i ragazzi, anche in questo caso di seconda generazione di stranieri, che si sono affrontati, urlando e spingendosi, fortunatamente anche questa volta senza particolari conseguenze – ha detto il sindaco – La feccia non è gradita a Jesolo, come ogni altra persona che pensa di venire qui per fare casino e generare violenza, sopratutto in un contesto residenziale di jesolani – afferma il primo cittadino – Non tolleriamo e non tollereremo che ci sia chi pensa di venire a minare la nostra quiete e rimanere impunito. Auspico la massima severità. Ringrazio il prefetto di Venezia Darco Pellos, con il quale mi sono sentito più volte e che come sempre è attento e sensibile alle esigenze della sicurezza di Jesolo. Ha accolto la richiesta di convocare un Comitato provinciale ordine e sicurezza pubblica che si terrà a Venezia giovedì. In quella sede, faremo il punto sul piano dei rinforzi estivi di polizia, carabinieri e guardia di Finanza, valuteremo le zone rosse e i più opportuni provvedimenti affinché certi fenomeni possono essere stroncati fino dal principio”.

L’episodio si inserisce in un contesto che da tempo preoccupa le amministrazioni del litorale veneziano. Negli ultimi anni Jesolo ha intensificato l’utilizzo di strumenti come Daspo urbani, allontanamenti e controlli straordinari per contrastare risse, vandalismi, consumo abusivo di alcol e altre forme di microcriminalità. Solo nel 2025 sono stati emessi decine di provvedimenti di questo tipo, accompagnati dall’introduzione delle cosiddette “zone rosse”, aree sottoposte a particolari misure di controllo concordate con la Prefettura.

Proprio dopo la nuova rissa sulla spiaggia, è tornata d’attualità l’ipotesi di ampliare ulteriormente le aree soggette a restrizioni durante i periodi di maggiore afflusso turistico. L’amministrazione ritiene infatti che la prevenzione e la rapidità degli interventi siano fondamentali per evitare che episodi simili possano trasformarsi in qualcosa di più grave durante l’estate.

La stagione balneare è appena iniziata, ma il tema della sicurezza è già al centro dell’attenzione. E mentre Jesolo si prepara ad accogliere migliaia di visitatori nei prossimi mesi, il messaggio lanciato dal Comune resta netto: chi arriva in città per creare disordini rischia di essere allontanato e di non poter più mettere piede sul litorale per anni.

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