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Meloni in Iraq, l’errore della bandiera? No: cosa è successo

Il premier in vista ai nostri militari impegnati a Baghdad

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Dopo aver registrato l’intervista a Porta a Porta, ieri sera il premier italiano Giorgia Meloni è salita sull’aereo che doveva portarla in Iraq per una visita di Stato con tanto di incontro con i soldati italiani di stanza nel Paese. Il leader di Fdi ha vestito la mimetica, come fatto da altri premier in passato, ha augurato buon Natale ai nostri militanti di cui va “fiera” e poi ovviamente ha anche avuto un colloquio con le alte cariche del Paese. Ed è qui che nasce il qui pro quo della bandiera.

Nella foto si vedono infatti il primo ministro di Baghdad, Mohamed Shia Al-Sudani, e l’omologo italiano. Come sempre, dietro le spalle dei due politici sono state poste le bandiere dei rispettivi Stati. Ed è qui che nasce il “caso”: dietro la Meloni, scrive Repubblica, sarebbe apparso uno stendardo dell’Irlanda, che ha l’arancione al posto del rosso.

A denunciare il presunto errore è stato un giornalista locale, Ali Al-Mikdam. La foto va detto non è così chiara. In effetti a fare un riscontro con altre fotografie delle bandiere di cerimonia italiane, il rosso sembra “meno vivo” del solito. Quasi arancione. Ma è solo un effetto ottico. In questa foto si può intravedere la differenza tra le due bandiere in una visita di Stato di Mattarella a Dublino. Nel caso iracheno si tratta di un banale gioco di luci, come conferma anche l’ambasciata italiana in Iraq.

Insomma, nessuna gaffe. Non siamo ai livelli del sofagate. Vi ricordate? Charles Michel e Ursula Von Der Leyen, rispettivamente presidente del Consiglio e della Commissione europea, erano in visita da Erdogan quando il cerimoniale turco ha fatto trovare una sola sedia a disposizione della controparte europea. I video sono ancora cliccatissimi in rete. Si vede il Sultano indicare la seggiola a Michel, lasciando con un pugno di mosche in mano la povera Ursula. Che, unica donna in sala, è stata lasciata in piedi da un poco educato Michel. Si dice che dopo quello sgarbo i rapporti tra Consiglio e Commissione siano ai minimi storici. Non succederà così tra Meloni e l’Iraq: anche venisse confermato l’errore, non può certo un arancione di troppo rovinare le relazioni internazionali.

Articolo aggiornato alle 16.16