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Polemiche in aula

Meloni sbeffeggia il M5S: “Diamo il Reddito ai russi per ritirasi?”. Ed è bagarre

Il premier al Senato lancia una stilettata a Giuseppe Conte sulla pace in Ucraina e l’invio di armi a Kiev

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Giorgia Meloni punge, anzi tira proprio una stilettata contro il M5S e il suo reddito di cittadinanza. Da giorni, forse da settimane, Giuseppe Conte non fa che smarcarsi sull’invio di armi all’Ucraina. Posizione legittima, sia chiaro: il Movimento spinge sull’acceleratore della pace senza ulteriori concessioni militari a Kiev. Il problema, semmai, è di coerenza visto che finché se ne stava nel governo Draghi, i grillini hanno sempre votato a favore delle armi a Zelensky. E in occasione del suo intervento al Senato in vista del consiglio europeo, il premier lo ha fatto notare al “rivale” Conte con una battuta decisamente velenosa.

“L’invio di armi finora è stato deciso dal precedente governo che aveva dentro il M5S, quindi li ringrazio, contano i fatti, non le parole, tutti lavoriamo per la pace – ha detto Meloni – Voi sembrate avere soluzioni che non ho, quindi aiutatemi a capire cosa intendete quando dite che volete i negoziati per la pace, spiegatemi questi contenuti per la pace. Domanda: l’Ucraina deve arrendersi per ottenere la pace?”. Il premier, che si è professata filo atlantista sin dall’invasione russa in Ucraina, non ha dubbi: la pace si fa quando Kiev decide di sedersi al tavolo. Fino a quel giorno, si combatte anche con l’aiuto delle armi occidentali. Quindi l’attacco al M5S: “Oppure chiedete l’immediato ritiro dei russi, allora diteci come possiamo convincere i russi a ritirarsi possiamo proporre loro un reddito di cittadinanza? Oppure dobbiamo concedergli i territori che si sono annessi?”. Infine, l’affondo: “Per me l’unica possibilità per un tavolo di negoziazione è che ci sia equilibrio tra le forze in campo nel conflitto e sostegno a Kiev. Io difendo il diritto di una nazione sovrana di difendere la sua libertà”.

Ovvio l’applauso divertito della maggioranza e le proteste grilline. Ora si attende solo il vespaio di polemiche che, quasi sicuramente, si solleverà tra le forze politiche.