Non che ci volesse Enrico Mentana per capirlo, bastava accendere la tv per capirlo. La notizia, semmai, è che lo dica proprio il direttore del Tg di La7 che sulla sua rete, La7 appunto, ormai si ascoltano sempre le stesse voci. Tutte di sinistra. E tutte contrarie al governo.
Legittimo, sia chiaro: Urbano Cairo è padrone in casa sua e se vuole trasformarla nella Rai3 di un tempo, senza però il contraddittorio dai Rai 1 e Rai 2, liberissimo di farlo. Però insomma però. Durante un incontro al Festival della Tv di Dogliani, il maratoneta delle maratone tv ha spiegato che questo “profilo editoriale molto definito” ha sì portato al successo della rete, ma si porta dietro il lato oscuro della medaglia. “Il rischio è che se dovesse vincere il centrosinistra La7 diventi una tv di governo”, ha spiegato Mentana a Mia Ceran. “Chi guida La7 è stato bravissimo. Bravissimo Cairo, bravo il direttore Salerno, bravi i conduttori che hanno portato la rete a livelli di ascolto molto alti. Tutti i programmi serali di La7 hanno però la stessa impostazione, lo stesso orientamento, gli stessi ospiti. Nell’ultimo anno solare hanno ospitato almeno un centinaio di volte Schlein e Conte, due volte Crosetto, 40 Bocchino. Mi verrebbe da dire ‘Vieni avanti Bocchino’. Questo asseconda quello che il telespettatore di La7 vuole vedere e sentire. Ma un elettore del centrodestra non può guardare i programmi di La7 sentendosi a casa: non vedo più programmi in cui tutti gli ospiti si sentono a casa, qui uno si sente a casa e l’altro in trasferta, uno in poltrona e l’altro sui carboni ardenti. Da nessuna altra parte è tutto così netto e marcato. È evidente che si è voluto fare di La7 una nuova Rai3 senza però che esistano una nuova Rai2 e una nuova Rai1″.
E pensare che per Cairo, invece, la rete sarebbe più “addolcita” rispetto al passato quando c’erano Gad Lerner e Michele Santoro. “E’ vero, quando Cairo è arrivato c’erano Lerner e Santoro, ma c’erano anche altre voci”, ha replicato Mentana. “Io non do pagelle, se Meloni ha ragione ce l’ha e basta. La mia missione è raccontare la realtà nel modo più rigoroso possibile“.
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