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Messico, software-spia per sorvegliare i cittadini

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Il Wikileaks messicano “denuda” il narcostato e denuncia il patto tra ministri di Amlo e i narcos

Il presidente messicano Andrés Manuel López Obrador ha vinto nel 2018 perché intendeva eliminare la corruzione. Ora il più grande hacking informatico della storia messicana e nuove rivelazioni suggeriscono che il suo governo usa software spia per sorvegliare i cittadini. Un gruppo che si fa chiamare Guacamaya ha violato il Sedena, il ministero della Difesa del Messico, sottraendo sei terabyte di dati, quasi cinque milioni di pagine di testo, includendo foto e video.

Da giorni un’organizzazione che funge da intermediario per Guacamaya ha iniziato a filtrare i file rubati, un Wikileaks alla messicana, da cui si vede bene come l’esercito abbia molte informazioni sui legami tra la classe politica, compreso il partito di Amlo, e i narcos. L’ex governatore di Tabasco, López Hernández ha collocato tre uomini ai vertici della polizia indicati dal centro di intelligence del sud-est come “membri del cartello Jalisco Nueva Generación”. Secondo la rivista Proceso uno di loro è anche il leader di un altro gruppo criminale di Tabasco: Hernán Bermúdez Requeña.

Per Noticias, un altro organo di informazione messicano, ci sono in totale cinque rapporti di intelligence che collegano Bermúdez a gruppi criminali. Questo potrebbe essere ricondotto a legami locali tra narcos e politici, se non fosse che Tabasco è lo Stato natale di Amlo e l’ex governatore López Hernández è suo ministro e pure il suo vicepresidente. Il crimine organizzato sta ora distruggendo il Messico e le accuse che i più alti membri del gabinetto di Amlo sono gravissime. Amlo ha già detto che non ci sarà alcuna indagine e Sedena è rimasto in silenzio. “La sensazione è quella dell’insabbiamento e il timore è che le autorità messicane, per avidità o terrore, abbiano ceduto ai cartelli” scrive il Wall Street Journal. L’hacking ha anche dimostrato che due nuove società militari create da Amlo servono ora i turisti nella penisola dello Yucatán.

Non bastasse all’inizio di ottobre l’Ong messicana Rete per la difesa dei diritti digitali, che collabora con altri gruppi per la trasparenza, tra cui Citizen Lab con sede a Toronto, ha denunciato che dal 2019 il governo ha utilizzato lo spyware Pegasus per hackerare i dispositivi di almeno un attivista per i diritti umani e due giornalisti. Pegasus è progettato per tracciare terroristi e criminali, ma l’ex presidente Enrique Peña Nieto fu accusato nel 2017 di averlo usato per spiare i suoi avversari politici. Amlo aveva promesso che quei giorni erano finiti ma questo e le  informazioni che collegano i cartelli della droga alla classe dirigente ci dicono il contrario. In qualsiasi democrazia, fughe di notizie come quelle di Guacamaya avrebbero portato a indagini e dimissioni, nel Messico di Amlo, invece, nulla.

Cile: il gradimento di Boric crolla ai minimi storici

L’indice di gradimento del presidente cileno Gabriel Boric è crollato al 27% e la sua immagine negativa ha raggiunto il 65%. Questo calo si spiega in parte con il fatto che il 72% dei cileni prova emozioni negative nei confronti della situazione del Paese, come la paura (25%), la disperazione (24%) e lo stress (23%). A tre anni dall’esplosione sociale, nessuna area valutata dall’agenzia demoscopica Cadem mostra un miglioramento. In tutte le voci consultate, i cittadini pensano che il Cile oggi stia molto peggio di prima. Il 93% ritiene che la criminalità sia peggiore, il 90% pensa lo stesso della violenza, il 77% dell’ordine pubblico, il 75% della situazione economica, il 73% della qualità della politica e il 64% dell’immagine internazionale.

Paolo Manzo, 19 ottobre 2022

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