Esteri

“Mi date una sigaretta?”. Così è stato liberato Trentini

Il cooperante libero dopo 423 giorni: "Non sapevo di Maduro". Al telefono con figlia e fidanzata. Lui e Burlò in Italia domani

maduro trentini Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
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Nella notte del 12 gennaio 2025, è stata confermata la liberazione di Alberto Trentini e Mario Burlò, detenuti in Venezuela per più di 420 giorni. La notizia è stata comunicata dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha specificato che i due italiani si trovano ora nell’ambasciata italiana a Caracas in buone condizioni di salute. Un aereo è già partito da Roma per riportarli in Italia. Tajani ha descritto la liberazione come un “forte segnale” da parte della presidente venezuelana ad interim Delcy Rodríguez, sottolineando l’importanza della collaborazione tra le autorità italiane e venezuelane.

Le circostanze del rilascio e le prime reazioni

Alberto Trentini, 46 anni, cooperante originario del Lido di Venezia, e Mario Burlò, 52 anni, imprenditore piemontese, erano detenuti nel carcere di massima sicurezza Rodeo I dal novembre 2024. La svolta è avvenuta grazie a un contatto diretto tra il ministro Tajani e le autorità venezuelane nella sera dell’11 gennaio. Poco dopo la liberazione, Trentini e Burlò sono stati accompagnati senza incappucciamenti, a differenza delle precedenti occasioni, dall’auto delle autorità venezuelane all’ambasciata italiana.

Le prime parole di Alberto Trentini sono state: “È stato tutto così improvviso. Inaspettato. Non sapevamo nulla della cattura di Maduro. Sono felice, ringrazio l’Italia. Ora posso fumare una sigaretta?“. Anche Mario Burlò ha espresso sollievo, tranquillizzando i suoi familiari con una telefonata alla figlia Gianna.

La vita dei due liberati prima dell’arresto

Trentini, attivo da molti anni nel settore della cooperazione internazionale, lavorava in Venezuela per conto di una ONG. Era stato fermato il 15 novembre 2024 durante uno spostamento da Caracas a Guasdualito per motivi lavorativi. Mario Burlò, imprenditore piemontese nel settore immobiliare, era stato arrestato poco prima, sempre nel novembre 2024, con accuse che non sono mai state chiarite. Entrambi hanno dichiarato di non essere stati torturati durante la detenzione, anche se le condizioni di vita nel carcere rimanevano difficili.

Giovanni Umberto De Vito, ambasciatore italiano a Caracas, ha raccontato che i due uomini si sono mostrati fisicamente provati ma in buone condizioni mentali. Alcune delle prime richieste fatte dopo la liberazione includevano medicinali e un gesto semplice ma significativo: poter fumare una sigaretta.

Reazioni in Italia e il ruolo delle istituzioni

Numerose figure istituzionali hanno espresso soddisfazione per la liberazione dei due connazionali. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha sottolineato il lavoro diplomatico costante che ha portato a questa decisione, ringraziando le autorità venezuelane e gli operatori italiani che hanno lavorato nell’ombra. Anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha chiamato la madre di Trentini per condividere la gioia del rilascio.

A livello regionale, la notizia ha suscitato particolare emozione in Veneto, terra d’origine di Trentini. Al Lido di Venezia, nella chiesa frequentata dai suoi genitori, le campane hanno suonato a festa in segno di ringraziamento.

Rientro in Italia e abbraccio alle famiglie

Trentini e Burlò sono attualmente sotto protezione diplomatica italiana e rientreranno presto in Italia, già stanotte o domani. La fase successiva sarà dedicata a visite mediche, assistenza psicologica e al riavvicinamento con i propri cari. La famiglia Trentini ha commentato la liberazione con un messaggio sobrio ma pieno di emozione: “Questa è la notizia che aspettavamo da 423 giorni. Ringraziamo tutti quelli che hanno lavorato per la sua liberazione”. Anche gli avvocati di Burlò hanno espresso gratitudine per l’impegno delle istituzioni nel rendere possibile questo risultato.

Un successo diplomatico

La liberazione di Trentini e Burlò rappresenta un importante successo per il governo italiano e la diplomazia. Secondo Tajani, questo evento potrebbe segnare l’inizio di una fase nuova nei rapporti tra Italia e Venezuela. Allo stesso tempo, la scarcerazione si inserisce in un contesto più ampio di rilascio di diversi detenuti internazionali da parte del governo venezuelano, segnalando forse un cambiamento nelle dinamiche politiche del Paese sudamericano. Intanto, l’Italia si prepara ad accogliere i suoi due cittadini e a restituirli finalmente alle loro famiglie.

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