Commenti all'articolo Vendere canne in libreria con la scusa della cultura

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Orlo
Orlo
31 Maggio 2019 19:12

La frase finale,finalmente,ti ha visto fare outing caro Gnocchi!
Ti sei inquadrato in una élite!!!
Clap,clap,clap…ora puoi andare a Capalbio a fare l’aristocratico! ;)

Ivo Biavaschi
Ivo Biavaschi
31 Maggio 2019 19:04

Caro Emanuele, d’istinto ti dovrei insultare, ma mi trattengo ritenendoti in buona fede.
Viva la marijuana non lo posso sentire, perché lo associo alle decine di migliaia di ragazzini che a 13/14 anni (quindi immaturi) da questo primo passo si sono poi rovinati la vita passando a droghe più pesanti.
Mi dirai che molti non si sono rovinati, ed è vero, ma è altrettanto vero che il 90% degli ospiti di San Patrignano (decine di migliaia) sono arrivati lì da un inizio precoce con l’erba.
E non equipariamo vino e birra con queste sostanze, che non a caso si definiscono psicotriche, perché la loro azione sul cervello è totalmente diversa.

Emanuele
31 Maggio 2019 15:13

È chiaro che sia insensato associare marijuana e letteratura nella vendita di un prodotto come quello da lei illustrato. Il problema è la legge: è consentita la vendita ma non l’assunzione. Non ha alcun senso! Non c’è da stupirsi che poi, pur di venderla, ci si inventi la qualunque arrivando ad associare la letteratura alla cultura della marijuana (due cose ben distinte).

E poi …
… siamo già indotti a credere che bere vino o birra sia un fatto del tutto normale.
Vinitaly ed Oktoberfest non sono forse espressione di una cultura legata a vino e birra? Eppure un loro consumo malaccorto può avere conseguenze molto gravi.
… siamo già indotti a credere che fumare sigari e pipe sia un fatto del tutto normale.
Vogliamo pensare che non esista una cultura legata al tabagismo?

Viva il vino. Viva la birra. Viva la marijuana.

rocco
rocco
30 Maggio 2019 19:48

le sostanze psicotrope sono da sempre usate da letterati e religiosi o per creare o per contatti con l’ultraspirituale. Vi sono rappresentazioni nell’arte sacra cristiana in cui sono raffigurati funghi allucinogeni, tipo i funghi del genere psilocybe scolpiti sui capitelli della basilica di S. Michele Maggiore a Pavia, oppure nel complesso dei Santi Quattro Coronati al Celio vi è un affresco di un albero-fungo di epoca medioevale, sempre a Pavia a S. Francesco Grande in uno stallo del corpo ligneo vi sono scolpiti due esemplari di Psilocybe semilanceata. Svariati artisti, musicisti, scrittori e pittori facevano (e fanno) uso di sostanze psicotrope. Il rapporto dell’uomo con queste sostanze naturali affonda nella notte dei tempi, forse proprio l’uso può aver portato all’emersione della coscienza, difatti modificano la struttura dei neuroni come dimostrato da studi scientifici https://www.cell.com/cell-reports/fulltext/S2211-1247(18)30755-1 . bisogna preoccuparsi di altri tipi di droghe oggi in commercio gratuito: la facebookina, la twitterina, la instagrammina, la whatsappina che alterano il cervello e la mente provocando viaggi allucinogeni in mondi virtuali in cui si crede a fatti inesistenti e provocano anche la morte ( attraverso i selfie e le distrazioni in auto), esaltazione del narcisismo, ossessione da like, depressione da pochi contatti, crisi depressive per mancanza di rete… e via dicendo. Comunque, la Corte Costituzionale ha vietato la vendita dei derivati della cannabis sativa,… Leggi il resto »