“Troppo spesso, in questi anni, dal Covid all’emergenza ambientale e alla guerra, non ce l’hanno raccontata giusta”. Mario Giordano coltiva il beneficio del dubbio e nel racconto d’attualità non si fa scrupolo di essere “Fuori dal coro”. Lo ha fatto anche dal palco della Ripartenza 2025 di Bari, nel corso di un vivace e seguitissimo dibattito con alcuni colleghi giornalisti. A margine di quell’intervento, il giornalista e conduttore Mediaset si è fermato anche ai microfoni di Nicolaporro.it per tornare a fare il punto sui temi più scottanti.
Sulla corsa alla difesa comune europea e sul piano ReArm Europe, in particolare, Giordano ha ribadito il proprio scetticismo. “Penso che 800 miliardi di debito per armarsi, raccontando delle palle e per un’operazione che non è la difesa europea ma il riarmo dei singoli Stati, non sia il massimo. Si usano parole allarmistiche e mi chiedo se ce la stanno davvero raccontando giusta”, ha affermato. E poi: “In Germania alcune ex fabbriche di auto vengono riconvertite le fabbriche di armi. Mi spiegate che è normale? Hanno fatto il Green deal, che sta mandando per aria tutto il sistema produttivo europeo e in particolare quello dell’auto, e adesso per recuperare bisogna produrre armi esponendoci a rischio della guerra? Questo è normale e il complottista sarei io?”.
Intanto, il conduttore di Fuori dal coro è anche nelle librerie con il proprio nuovo saggio Dinasty: intrighi, dispute familiari e battaglie legali che hanno segnato il declino del capitalismo familiare italiano. “Negli anni ‘80 si celebravano i fasti del capitalismo familiare italiano. Bene, son passati 40 anni e nel difficile passaggio generazionale – che dà anche luogo a storie che sembrano una serie tv – si vede che loro continuano a sguazzare nell’oro, però in un Paese sempre più in difficoltà. Questa discrepanza andava raccontata e io l’ho fatto a modo mio”, ha spiegato Giordano, che al teatro Petruzzelli di Bari ha dialogato con Nicola Porro su questi temi. Nel saggio del giornalista non mancano nomi e cognomi di alcune grandi ‘dinastie’ del capitalismo tricolore. “Io sono fatto così, credo che il racconto debba essere diretto, esplicito e comprensibile a tutti. Qualcuno sì è molto arrabbiato ma pazienza, perché sono tutte cose documentate e quindi credo che si debba raccontare anche delle cose che danno fastidio”, ha raccontato Giordano.
Marco Leardi, 28 luglio 2025
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