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Migranti, i nodi sono arrivati al pettine

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Prima pagina de La Stampa: “Migranti, le nuove rotte. La Spagna chiede aiuto.” Seconda pagina: Migranti, la Spagna scopre l’emergenza. Merkel distribuiamoli in tutta Europa”. Terza pagina. 1 Angela Merkel: “Il sistema di Dublino non funziona: in teoria un migrante non dovrebbe mai arrivare in Germania (sic!)”. 2 Pedro Sanchez: “La Spagna dista soli 14 km dall’Africa, ma la distanza è abissale. Uno dei primi compiti della Ue è colmarla”. Emmanuel Macron e il grande registra (ma lo sarà sul serio?) George Soros, tacciono. Annichiliti? Sfiduciati?

Visto che non sono politicamente schierato mi guardo bene dal dire, mutuando Totò, “Queste parole non mi sono nuove”, intendendo quelle che sono le azioni del governo Conte nei tre mesi appena trascorsi. Se permettono, è tre anni che io, da buon ragazzo, spazzola, scrivo: presto i nodi arriveranno al pettine e ne vedremo delle belle. Poi in Camei successivi ho articolato i miei ragionamenti, cercando di mettermi nei panni, in successione, dei migranti, dei paesi di transito, dell’arcipelago degli scafisti, della criminalità organizzata nostrana che li ha trasformati in un business più redditizio della droga, delle Coop rosse, bianche e gialle, dei politici (sciagurati) che hanno “scambiato flessibilità con accoglienza generalizzata”, e di tutti gli stakeholder che su questo tema hanno giocato, spesso sporco.

Frasi da bar le mie, forse, ma è con politiche da bar che i politici europei e italiani hanno affrontato il tema immigrazione. E’ un quarto di secolo che siamo governati dai cosiddetti competenti, le loro chiacchiere sono fuffa colta, per noi cittadini contano solo i risultati. E Dio non voglia che il compagno di merende di Angela Merkel non apra i lager turchi che ha creato e gestisce, in nome e per conto di questa miserabile Europa. Sarebbe al contempo terremoto da Sud e tsunami da Est: sommergerebbe tutti.

Chapeau ai miei amici de La Stampa. In tre pagine di alto giornalismo sono sintetizzate 10 anni di politica europea e italiana dell’immigrazione. Chi vuole ha tutti gli elementi per capire e, alle elezioni europee del 2019, decidere da chi essere governato. Sarà la valanga immigrazione che condizionerà il risultato delle europee 2019. Su questo non ci piove.

Scambiamoci un segno di pace.

Riccardo Ruggeri, 12 agosto 2018