Qui al bar vorremmo resistere al pessimismo securitario che però, ahinoi, sembra confermato dall’aumento di quei reati che generano maggiore allarme sociale. E ormai non ricordiamo più se la narrazione del “modello Milano” sia ancorata all’esclusivismo economico, spacciato per luccicante sviluppo urbano, anche detto “rigenerazione” nella neolingua dell’élite progressista a trazione censitaria; oppure alla proliferazione di gang e baby gang, quasi sempre di origine straniera, perché Milano accoglie tutto il mondo anche se gli italiani non possono permettersi di viverci.
L’ultimo episodio, dopo una sfilza di violenze nei parchi e sui mezzi pubblici, è accaduto ieri in stazione centrale: un giovane pakistano ha aggredito un gruppo di ebrei. Ed è triste la coincidenza per cui il misfatto è avvenuto a poca distanza da quel binario da dove – Liliana Segre purtroppo se lo ricorda bene – ottant’anni fa partivano i treni per i campi di concentramento nazisti. Per carità, i musulmani presenti in Italia, ovvero la minoranza di quelli che rifiutano di rispettare la legge, non ha certo la capacità per organizzare un pogrom. Ma fino a quando? In Francia, costoro hanno già raggiunto una certa massa critica. Noi come abbiamo intenzione di regolarci? Dall’alto dei grattacieli di Gae Aulenti, si riescono a vedere scippi, stupri e accoltellamenti?
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).
Da oggi puoi aggiungere Nicolaporro.it alle tue fonti preferite su Google visitando questa pagina e spuntando la checkbox a destra


