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Milano, caos migranti davanti alla questura: la polizia spara i lacrimogeni

Attimi di tensione in via Cagni, dove è distaccato il servizio immigrazione. Sin dalla mattina 700 persone in coda

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Momenti di tensione a Milano fuori dalla sede distaccata dell’ufficio immigrazione della Questura di Milano in via Cagni. Non è nemmeno l’alba nella città meneghina che già una lunga coda di stranieri attende l’apertura degli uffici. I video in nostro possesso mostrano un’iniziale sequenza ordinata di persone che al freddo aspettano il loro turno. Poi, però, accade qualcosa e scatta il parapiglia.

Un gruppo di egiziani, come riportano fonti informate su quanto successo, ha cercato di scavalcare la fila conquistando le prime file della coda per poter prima entrare negli uffici della questura dove ci si occupa di sbrigare le istanze per la protezione internazionale. La presenza da diverse ore di molti altri immigrati ha ovviamente fatto esacerbare gli animi, che si sono rapidamente surriscaldati. Per evitare problemi di ordine pubblico a fronte anche delle 700 persone presenti, il Reparto Mobile ha dovuto lanciare alcuni lacrimogeni a mano che hanno permesso di disperdere i facinorosi e riportare la calma.

Ma perché scene simili? E soprattutto: perché 700 immigrati di lunedì notte si radunano davanti alla sede della Questura? “Arrivano persone da tutta Italia – ci spiega una fonte – Le varie questure inviano tutti a Milano perché qui c’è un ufficio immigrazione molto performante. Ogni lunedì vengono assegnati circa 100 appuntamenti che poi vengono evasi lungo tutta la settimana fino a venerdì. Quindi sin dalla notte si mettono in coda e si accalcano per guadagnare l’ingresso”. Per chi conosce la situazione si tratta di “un vero disastro”: “Molte di queste persone non hanno neanche diritto all’asilo politico…”.

La situazione, fa sapere la Questura in una nota, era stata attentamente monitorata sin dal pomeriggio dello scorso venerdì, quando si erano registrati i primi arrivi, attraverso servizi di ordine pubblico opportunamente predisposti, che hanno tenuto a debita distanza dalla struttura i cittadini extracomunitari divenuti via via sempre più numerosi. “È una situazione intollerabile – attacca Silvia Sardone, della Lega – eppure il Comune continua a lavarsene le mani senza predisporre un servizio adeguato per l’accoglienza degli extracomunitari che passano tutta la notte in coda per essere ricevuti dall’ufficio immigrazione. Gli agenti sono così lasciati da soli a fronteggiare una centinaia di persone, alcune anche armate di coltelli, disposte a tutto. Majorino, il campione delle marce pro clandestini, non ha nulla da dire? Anziché andare a cena al Leoncavallo perché non passa una notte con la Polizia in via Cagni? Si accorgerà che il suo modello di immigrazione si è rivelato fallimentare. Esprimo ancora una volta la mia solidarietà alle donne e agli uomini in divisa che quotidianamente rischiano la pelle per la nostra sicurezza sul territorio”.