Alla vigilia del 25 aprile, tra le molte anime della piazza milanese emerge anche la posizione del Partito dei Carc, che scelgono una linea apertamente conflittuale. In un testo pubblicato sul loro sito, la ricorrenza della Liberazione viene trasformata in una “giornata di lotta” contro chi “si sottomette ai gruppi imperialisti Usa e ai sionisti”. Il passaggio più netto è l’invito a “organizzarsi e mobilitarsi per cacciare dai cortei del 25 aprile la Brigata ebraica”, uno dei nodi più sensibili e divisivi della manifestazione.
“Blocchiamo tutto”: il Carc contro Usa, sionisti e prefetture
L’impostazione del documento va oltre la semplice partecipazione al corteo. I Carc chiedono che la giornata venga utilizzata anche per “prendere di mira i consolati Usa, sionisti e le prefetture” e rilanciano parole d’ordine come “blocchiamo tutto” e “cacciare il governo guerrafondaio della Meloni”. La piattaforma politica si sviluppa lungo una direttrice precisa: attacco agli Stati Uniti, alla Nato e all’attuale governo, con l’obiettivo dichiarato di “conquistare la testa delle mobilitazioni” e trasformare il 25 aprile in un momento di mobilitazione politica più ampia.
L’inchiesta di Napoli: accuse pesanti su alcuni militanti
La presa di posizione, che riguarda prevalentemente – ma non solo – la piazza di Milano, arriva mentre il movimento è investito da un’indagine della Procura di Napoli. Nei giorni scorsi la Digos ha eseguito perquisizioni nei confronti di sei militanti, tra cui un minorenne. Le accuse ipotizzate sono gravi: “associazione con finalità di terrorismo, anche internazionale, o di eversione dell’ordine democratico”. Secondo gli inquirenti, attività di propaganda online avrebbero incluso riferimenti e apprezzamenti verso le Brigate Rosse e le Nuove Brigate Rosse. Tra gli indagati figurano anche esponenti della direzione nazionale del movimento, tra cui Paolo Babini, Igor Papaleo e Marco Coppola.
Il tema non è solo giudiziario ma anche politico. Il 19 marzo scorso, alla Camera, una parte della dirigenza del Movimento 5 Stelle ha partecipato a un’iniziativa dal titolo “Per un governo che attui la Costituzione”, alla quale risultavano invitati anche esponenti dell’area sinistra-antagonista, tra cui i Carc. Un elemento che contribuisce ad alimentare il dibattito sul ruolo e sulle relazioni di queste realtà all’interno del panorama politico e dei movimenti.
Verso il 25 aprile: il rischio di nuove tensioni in piazza
Per il 25 aprile, la linea dei Carc è esplicita: “Irrompiamo nelle piazze dove i sionisti e i complici del genocidio del popolo palestinese proveranno a intestarsi la Resistenza partigiana”. Parole che, alla vigilia della manifestazione, contribuiscono ad alzare il livello di tensione in una giornata che tradizionalmente dovrebbe rappresentare unità e memoria condivisa. Il rischio è che le divisioni interne e le spinte più radicali finiscano per trasformare la celebrazione della Liberazione in un terreno di scontro politico sempre più acceso.
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(immagine realizzata con l'intelligenza artificiale)


