Milano Quotidiano

A Milano deve pagare pantalone. L’opposto della milanesità

Che cosa intende Beppe Sala quando se la prende con l'indagine della Corte dei Conti sull'Arena Santa Giulia. E perché ha ragione

(immagine realizzata con l'intelligenza artificiale)
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Paga pantalone. E’ una locuzione che Beppe Sala usa spesso. Perché è il contrario di quello che è stato abituato a pensare. The opposite of. L’opposto del suo più intimo essere. Che, tendenzialmente, è fare in modo che tutti paghino, sia privato che pubblico, per realizzare cose e opere che vadano bene al pubblico e che non comportino una mancanza di guadagno per il privato. Attenzione! Questo non è il credo del solo Beppe Sala, ma della legge italiana.

Quando si partecipa a una gara pubblica, e lo dico perché lo so bene, non solo bisogna dimostrare di rispettare le leggi sui compensi eccetera eccetera, non solo bisogna dimostrare di essere in regola con le tasse, le contribuzioni e tutto il resto, ma anche bisogna dimostrare – in caso di quella che viene definita anomalia, il che avviene di frequente – di essere in grado di guadagnare da quell’appalto. Funziona così: lo Stato dice, implicitamente, “caro imprenditore, se stai facendo un ribasso troppo forte vuol dire che i soldi tuoi li ricavi da altre parti, in modo non trasparente. Quindi dimostrami qual è il tuo guadagno”. Dunque ne consegue che lo Stato vuole che l’imprenditore guadagni, in un modo giusto e congruo. Questa è la legge.

Ora, riportiamo tutto questo all’Arena Santa Giulia. Ci sono degli extracosti. Questi extracosti bisognerà dire se sono giusti o sbagliati. Subito parte la grancassa: ecco, Sala pensa solo agli interessi dei privati. E lui ribatte: ma se avessi fatto l’opera da solo, alla fine avrebbe pagato tutto il pubblico, e invece così una parte del costo l’hanno pagato i privati. Questo che cosa vuol dire? In concreto che il pubblico ha risparmiato un pezzo, ma che il privato non vuole certo perderci. Mantenere questo equilibrio è un incubo per la pubblica amministrazione, ed espone sempre sempre sempre al rischio degli extracosti. Extracosti che ci sono – è bene dirlo – anche quando è solo la pubblica amministrazione a pagare. Ora, il problema non sono gli extracosti, ma l’accusa politica: “Vuoi fare gli interessi dei privati”. Per evitarla – ha ragione Sala – c’è un solo modo: far fare sempre tutto al pubblico. E se non ci sono i soldi, le cose non si fanno (e non si gestiscono dopo, che è pure più complicato e costoso). Il contrario di quello che dovrebbe pensare un milanese.

 

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