L’indagine sui presunti abusi sessuali all’interno della scuola militare Teulié di Milano entra in una nuova fase e coinvolge ora anche i vertici dell’istituto. Antonio Calligaris, comandante della scuola, e Giuseppe Marturano, responsabile della polizia militare, sono stati iscritti nel registro degli indagati con l’ipotesi di omessa denuncia da parte di un pubblico ufficiale. L’obiettivo della Procura è accertare chi fosse informato delle condotte attribuite al professor Marco Ricucci e per quale ragione non sia stata presentata una denuncia. Gli inquirenti intendono inoltre verificare se qualcuno, dall’interno della scuola, abbia protetto il docente o lo abbia avvertito dell’esistenza di accertamenti a suo carico.
Ricucci ai domiciliari, ma l’interrogatorio è stato rinviato
Ricucci si trova agli arresti domiciliari dal 4 giugno con le accuse di violenza sessuale, concussione e maltrattamenti. Le contestazioni riguardano almeno sette allievi e fatti che sarebbero iniziati nell’ottobre 2024. Il docente avrebbe dovuto essere interrogato ieri mattina, ma l’udienza è stata rinviata a giovedì. Assistito dall’avvocata Paola Ponte, si è presentato davanti al gip Elio Sparacino. La difesa ha però chiesto e ottenuto uno slittamento per ragioni procedurali e per poter esaminare in modo completo gli atti dell’inchiesta.
I docenti ascoltati: “Tutti sapevano”
Nei giorni scorsi gli investigatori hanno sentito a verbale l’intero corpo docente della Teulié, composto da personale civile. Dalle testimonianze sarebbe emerso un quadro nel quale le attenzioni rivolte dal professore ad alcuni studenti maschi, insieme a presunte vessazioni, umiliazioni e favoritismi, erano conosciute all’interno dell’istituto. La percezione ricavata dagli inquirenti è che “tutti sapevano”. Alcune studentesse avrebbero segnalato al preside e ad altri insegnanti i “netti favoritismi” riservati ai ragazzi che sarebbero poi finiti al centro delle attenzioni del docente.
Una delle giovani ascoltate ha raccontato di aver visto conversazioni dal “tenore disgustoso”. Tra queste, uno scambio nel quale Ricucci avrebbe scritto: “Ho corretto il compito di italiano. È da 8, ma se mi racconti dettagli intimi con (…) diventa 8 e mezzo”. Secondo quanto riferito agli investigatori, l’esistenza di quei messaggi era “una cosa risaputa, che girava a scuola”.
Il sospetto di una soffiata sulle indagini
Uno dei punti più delicati, riferisce il quotidiano Il Giorno, riguarda la possibilità che Ricucci sia stato informato in anticipo dell’indagine nata dalla denuncia di uno studente. Il sospetto si fonda sui presunti tentativi di cancellare le chat e di intervenire sui ragazzi coinvolti. Secondo l’accusa, il professore avrebbe cercato di convincere alcuni studenti a mentire davanti alla Procura e a distruggere i propri telefoni, offrendo loro denaro. Condotte che gli inquirenti interpretano come un possibile tentativo di inquinamento delle prove.
Il 25 marzo, il giovane che avrebbe poi formalizzato la denuncia si era rivolto ai superiori della scuola. Gli sarebbe stato chiesto di scattare fotografie per documentare gli abusi, ma successivamente, secondo il suo racconto, “non avevano più convocato il ragazzo”. L’iscrizione di Calligaris e Marturano consentirà agli inquirenti di svolgere accertamenti con tutte le garanzie previste e di ricostruire la catena delle responsabilità all’interno dell’istituto. Dopo le prime verifiche, la Procura di Milano, guidata da Marcello Viola, potrebbe trasmettere una parte del fascicolo alla magistratura militare. La decisione dipenderà dall’esito degli approfondimenti sui comportamenti dei vertici della scuola e sulla gestione interna delle segnalazioni.
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