Milano Quotidiano

Alessandro Onorato ha le idee chiare anche su Milano

L'assessore romano ai Grandi eventi guarda alle comunali del 2027 e punta ad allargare il centrosinistra: "Serve una nuova classe dirigente". Poi il confronto tra Roma e Milano, da San Siro al caro affitti

Immagine generata da AI tramite GPT Image 1.5 di OpenAI

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Incontri, inaugurazioni, tifo sugli spalti, incursioni per stanare i tassisti che “si battono” le corse alla stazione Termini di Roma, organizzazione di grandi concerti.
L’agenda di Alessandro Onorato, assessore romano ai Grandi eventi, Sport, Turismo e Moda è sempre più fitta. Tanto più si avvicina il doppio appuntamento elettorale del 2027, quando si voterà il sindaco in città cruciali come Roma e Milano e scadranno i cinque anni del governo “più longevo”, quello di Giorgia Meloni. L’assessore nel frattempo sta sfruttando ogni occasione per snocciolare i risultati raggiunti nella Capitale. Dai numerosi live portati al Circo Massimo, al record di spettatori – 250 mila – del concerto di Ultimo a Tor Vergata, fino agli attesissimi appuntamenti dell’estate 2027 con la corsa a vedere gli Oasis allo stadio Olimpico e il “Giubileo” per i 50 anni di carriera di Vasco Rossi.

 

Onorato: “Progetto Civico per allargare il centrosinistra”

Ma Roma sembra stare ormai stretta ad Onorato, che si è guadagnato la ribalta anche sulla scena politica nazionale con il suo “Progetto Civico”. Una proposta per allargare il centrosinistra verso il centro riformista con amministratori locali ed esponenti politici, anche del Pd. Onorato non perde tempo e dribbla le critiche di chi lo accusa di distogliere voti e risorse proprio al centrosinistra con cui vorrebbe allearsi. Dalla sua ha un angelo custode politico di primo piano, Goffredo Bettini, storico dirigente della sinistra a Roma. E la sua battaglia contro l’aumento delle firme per le formazioni politiche non presenti in Parlamento ha ricevuto il sostegno anche del presidente del M5S Giuseppe Conte.

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Per Onorato il suo non è dunque un progetto di opposizione ma di rinforzo al centrosinistra. “Non nasciamo per essere l’alternativa di nessuno, ma per arricchire il centrosinistra con nuove sensibilità e una nuova classe dirigente formata da amministratori: persone capaci, concrete, che non hanno perso il rapporto con i territori”, dichiara Onorato. È un’occasione per chi non si riconosce più nel Pd e M5S. “C’è uno spazio enorme che stiamo occupando, siamo già in tutto il Paese con oltre mille amministratori. Anche in Lombardia e Milano, dove abbiamo annunciato la segreteria con oltre 35 amministratori e la coordinatrice regionale, la consigliera regionale Michela Palestra”.

L’ambizione a ricucire il centro emerge dalla consapevolezza che l’attuale schema del centrosinistra non basterebbe per vincere le elezioni: “Bisogna allargare alla società, alle energie civiche, a un popolo democratico non organizzato che ha fatto vincere al centrosinistra l’80% dei comuni italiani. Serve una reale novità per riconquistare i milioni di elettori che non votano più perché non si riconoscono nei partiti attuali e tradizionali del centrosinistra”.

Sul fronte delle comunali, a Roma “dobbiamo continuare la grande trasformazione che abbiamo realizzato in questi anni e Progetto Civico sarà decisivo per far vincere Roberto Gualtieri al primo turno”.

Onorato e le elezioni milanesi: “Calabresi ha il giusto standing”

E Milano? Onorato ci ha vissuto “per diversi anni, la adoro come città, per qualità e organizzazione della vita”. Ma il capoluogo lombardo è ora a un bivio, dopo tanti anni di amministrazione di centrosinistra. E con le luci e ombre di una trasformazione che in poco più di 10 anni ha profondamente mutato la città. Onorato promuove il lavoro di Sala che “con la sua giunta ha lavorato bene e ha subito critiche eccessive”. E commenta da romano amante di Milano il pullulare di aspiranti candidati sindaci del centrosinistra: “Sono amico da tempo di Emmanuel Conte, è una persona che stimo, sta facendo un lavoro egregio. Guardo con simpatia a Lorenzo Pacini perché ha il coraggio di dire cose che non si sentono da tempo e che noi abbiamo realizzato a Roma. Ma credo che Mario Calabresi abbia il giusto standing per una candidatura forte, autorevole, di sintesi. Può essere la persona giusta per far fare a Milano un salto di qualità tra l’enorme sviluppo economico e una puntuale tutela delle classi economiche più deboli”.

Grandi eventi, il terreno comune tra Roma e Milano

Cosa accomuna le due città secondo Onorato? La grande accelerazione data dalle amministrazioni di centrosinistra sui grandi eventi, occasione per veicolare “un’immagine positiva della città, creando ricadute economiche, sociali, occupazionali e nuovi flussi turistici”. Secondo una ricerca di Thea-Ambrosetti, solo dai grandi concerti del triennio 2022-2025 “abbiamo avuto un indotto sul territorio di oltre un miliardo e 7mila nuovi posti di lavoro attivati”.

“A Milano non invidio la divaricazione tra ricchi e classe media”

Cosa ha Milano più di Roma? “L’ attaccamento e la difesa costante alla città. Io poi vivo un derby casalingo: mia moglie è cresciuta a Milano e ha vissuto più tempo lì che a Roma”. Quello che invece non invidia a Milano è “l’enorme divaricazione sociale tra ricchi sempre più ricchi e una classe media sempre più povera. Una differenza che per il momento a Roma riusciamo a mitigare”.

Onorato commenta anche le vicende relative a San Siro: “La vendita è stata sicuramente una scelta sofferta e complicata ma credo che di fronte alla necessità non negoziabile di Inter e Milan di uno stadio moderno, di proprietà, con standard europei, tutta la vicenda sia stata gestita nell’unico modo possibile, evitando di ritrovarsi con una ‘cattedrale nel deserto’. Dietro l’abbattimento e la ricostruzione ci sono l’impatto ambientale e il valore storico e identitario del Meazza che deve trovare il modo di non essere cancellato”.

Tassa di soggiorno e case popolari: il modello Roma

Sempre muovendosi sull’asse Milano-Roma, con Onorato parliamo anche di costi dell’abitare. A Roma “abbiamo comprato mille case popolari con parte dei soldi incassati dalla tassa di soggiorno. Significa creare un punto di unione tra l’enorme sviluppo economico che abbiamo sviluppato e la tutela delle fasce sociali più deboli, che non ce la fanno più ad andare avanti”. Milano nel 2027 “rischia di dover dare il 50% della tassa di soggiorno allo Stato. Io credo che sia giusto che queste risorse rimangano alla città di Milano: il modello di Roma funziona, sono risorse importanti che permettono di sfruttare l’attrattività nelle nostre città, anche grazie ai grandi eventi, per reinvestire in politiche pubbliche a favore della popolazione più debole. Non si capisce perché il Governo Meloni abbia voluto danneggiare Milano non concedendogli una reale autonomia nella gestione della tassa di soggiorno”, conclude l’assessore.

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