Milano Quotidiano

Arresti nella Polizia Locale di Milano, emersi i precedenti di uno degli agenti indagati

Tratti in arresto cinque appartenenti al comando. Spunta il nome di Vincenzo Compagnone, imputato per il caso della trans Bruna. Ipotesi di altri arresti irregolari

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L’inchiesta condotta dal Reparto Radiomobile e coordinata dalla Procura di Milano si arricchisce di dettagli decisivi che delineano le prassi operative del gruppo di agenti della Polizia Locale finito in carcere a San Vittore. Secondo quanto evidenziato dal gip Elio Sparacino nell’ordinanza di custodia cautelare, la condotta dell’ufficiale Ilenja Sabato e dei quattro agenti ai suoi ordini non sarebbe riconducibile a un singolo episodio isolato, ma a un vero e proprio modus operandi consolidato e pianificato, attuato in spregio delle regole deontologiche.

Tra i destinatari della misura cautelare figura Vincenzo Compagnone, agente già noto alle cronache cittadine in quanto imputato nel processo per le percosse a Bruna, la donna transessuale bloccata in via Piccinni nel maggio 2023. Con lui sono stati arrestati i colleghi Rosario Piscopo, Denni Dileo e Mattia Rignanese.

Verbali falsi, calunnia e l’ipotesi di un sistema

Gli accertamenti giudiziari condotti dal pm Giovanni Tarzia hanno ricostruito la dinamica dell’intervento del 16 luglio scorso: la squadra avrebbe organizzato una finta cessione di droga assoldando un’acquirente complice al solo fine di incastrare un soggetto con precedenti per reati dello stesso tipo. L’arresto illegale è avvenuto fisicamente nel territorio comunale di Corsico, del tutto estraneo alla loro competenza, ma gli indagati avrebbero confezionato verbali falsi per simulare che l’operazione fosse stata condotta a Milano, facendo sparire 1.450 euro in contanti sottratti al fermato e mai messi a sequestro, prefigurando il reato di peculato.

Alla commissaria Sabato viene contestata anche l’accusa di calunnia per aver falsamente attestato nei verbali una finta resistenza a pubblico ufficiale mai avvenuta, traendo in errore l’autorità giudiziaria che aveva convalidato il fermo. In attesa degli interrogatori di garanzia di venerdì a San Vittore, il gip ha disposto che i cinque indagati non possano avere alcun contatto tra loro. L’attività degli investigatori proseguirà nei prossimi giorni per analizzare i verbali di almeno altre due operazioni antidroga condotte in passato dalla stessa squadra, per verificare se la falsificazione degli atti fosse una costante utilizzata dal gruppo.

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