Milano Quotidiano

Black out a Bollate, cresce la rabbia: i cittadini restano senza corrente (e senza informazioni)

L’interruzione della corrente ha colpito diverse zone della città, lasciando famiglie e attività senza energia e, in alcuni casi, anche con problemi all’acqua

(immagine generata con l'intelligenza artificiale)
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Bollate ha vissuto ore difficili a causa di un blackout prolungato che ha interessato diverse aree del territorio comunale, in particolare le zone a est e a ovest della ferrovia. L’interruzione dell’energia elettrica, iniziata nel pomeriggio di mercoledì 24 giugno, si è protratta per molte ore, lasciando al buio abitazioni, attività commerciali e interi quartieri. In alcune strade la corrente è tornata gradualmente nel corso della serata, ma il ripristino non è stato uniforme e molte famiglie hanno continuato a fare i conti con elettricità assente, elettrodomestici inutilizzabili, telefoni scarichi e forti disagi domestici.

La situazione ha avuto conseguenze anche sui servizi collegati all’alimentazione elettrica. In diverse abitazioni si sono registrati problemi con l’acqua, soprattutto dove il funzionamento degli impianti dipende da centraline e sistemi elettrici. Alcune centraline sono state progressivamente riattivate, consentendo un parziale ritorno alla normalità, ma l’incertezza sui tempi di ripristino ha alimentato preoccupazione e rabbia tra i cittadini.

Un punto temporaneo di ricarica come soluzione di emergenza

Per far fronte alle necessità più urgenti, il Comune ha attivato un punto temporaneo di accoglienza e ricarica nel parcheggio di piazza Resistenza, davanti al Tigros. Il servizio è stato pensato per i casi di reale necessità: ricarica di telefoni cellulari, piccoli dispositivi elettronici e apparecchi sanitari salvavita. Le squadre tecniche sono intervenute sul territorio per individuare e risolvere il guasto, con segnalazioni di lavori anche a Cascina del Sole, in particolare nella zona di via Coni Zugna.

I residenti: “Non sappiamo cosa fare”

Nonostante gli interventi, per diverse ore molti residenti hanno denunciato l’assenza di informazioni chiare, di aggiornamenti tempestivi e di indicazioni precise sui tempi di ritorno alla normalità. Il malcontento si è concentrato non solo sul gestore della rete, ma anche sulla gestione istituzionale dell’emergenza. In una crisi di questo tipo, infatti, non basta riparare il guasto: serve anche una comunicazione pubblica costante, visibile e facilmente accessibile.

Il primo banco di prova per la nuova sindaca Nizzola

Il blackout arriva in un momento politicamente delicato per Bollate. La nuova sindaca Carolina Nizzola è all’inizio del suo mandato e si trova subito davanti a un’emergenza concreta, con ricadute immediate sulla vita quotidiana dei cittadini. La sindaca ha seguito l’evoluzione della situazione mantenendo i contatti con Prefettura e gestore della rete, ma il punto politico resta aperto: per molti residenti il problema non è stato soltanto restare senza corrente, ma sentirsi senza riferimenti.

Un punto informativo, aggiornamenti regolari sui canali ufficiali e una presenza istituzionale riconoscibile possono fare la differenza tra un disservizio grave e una crisi percepita come abbandono. Per questo il blackout diventa anche un test sulla capacità dell’amministrazione di gestire l’emergenza non solo sul piano operativo, ma anche su quello dell’ascolto e della trasparenza.

Il precedente di San Giuliano Milanese

Il caso di Bollate si inserisce in un quadro più ampio di criticità che ha colpito l’area metropolitana milanese negli ultimi giorni. Nel fine settimana, San Giuliano Milanese è rimasta alle prese con blackout ripetuti e prolungati per circa due giorni, con disagi pesanti per cittadini, negozi, supermercati e servizi pubblici. Anche lì sono stati coinvolti il Comune, la Polizia locale, la rete semaforica, le attività commerciali e gli edifici dotati di impianti dipendenti dalla corrente. Il sindaco Marco Segala ha attivato la Protezione civile e un canale di emergenza dedicato, mentre il gestore ha ricondotto la situazione a guasti multipli su una rete sottoposta a un forte aumento dei consumi.

Bollate e San Giuliano Milanese raccontano due episodi diversi, ma con un elemento comune: la crescente vulnerabilità delle reti elettriche durante le ondate di calore. Quando aumentano le temperature, cresce l’uso di condizionatori, ventilatori, frigoriferi e apparecchiature elettriche, mettendo sotto pressione le infrastrutture locali. Ma il blackout non è mai solo un fatto tecnico: dopo poche ore diventa un problema sociale, fatto di ascensori fermi, frigoriferi spenti, persone fragili in difficoltà, attività bloccate e famiglie senza informazioni.

 

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