Milano Quotidiano

Calabresi e Schlein, che cosa succede? L’incontro che non arriva, neppure alla Festa dell’Unità

Sul candidato sindaco Schlein rinvia in attesa di Roma, intanto diserta la Festa dell'Unità del Corvetto, dal 3 al 13 settembre

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Cosa succede tra Calabresi e Schlein? Niente, succede. Nel senso che il tam tam del Partito Democratico, che è feroce nel cogliere i segnali minimi, insignificanti, attribuendo loro a volte enormità, continua a ripetere che Mario Calabresi non è ancora riuscito a incrociare con la calma necessaria Elly Schlein.

Perché? Le ragioni possono essere tante, e i rumors raccolti da Frontale raccontano delle versioni buoniste e altre invece più cattivelle. Quelle buoniste sono in sostanza due: Schlein è impegnatissima, c’erano le vacanze, le feste, tutti gli annessi e connessi (un po’ irrealistica, devo dirla: manca solo “ho judo”). Quella un po’ più realista: Schlein pensa che su Milano sia prestissimo per decidere.

Decidere che cosa, in un quadro che a livello nazionale vede Giuseppe Conte movimentare tutto pur di arrivare a primarie che, sempre il tam tam dem, sono tutt’altro che chiuse? Non si decide proprio nulla, è il ragionamento di Schlein, e si deve aspettare un accordo complessivo. Anche perché dire di sì a una candidatura di Calabresi alle primarie equivale a mettere in grande difficoltà Pierfrancesco Majorino che, spiffero raccolto in una platea attentissima e non necessariamente schierata tutta con Lupi come il Meeting di Rimini (ma sicuramente non favorevole a Majorino), è dato in risalita netta.

L’ipotesi cattivella: Calabresi come lasciapassare per Calenda

Poi c’è la terza opzione, quella cattivella: Calabresi vuol dire allargamento al massimo del campo largo. Dentro anche Calenda, questo è scontato. Azione avrebbe voluto Cottarelli con Forza Italia ma visto che come al solito l’economista fa un passo avanti e ventidue indietro, ora si accomoderebbe con grande piacere sul nome di Calabresi, soprattutto se dall’altra parte Maurizio Lupi resisterà fino al momento decisivo: quello della spartizione di cariche e candidature, che non verrà fatto da nessun altro (nessun potentato locale, per intenderci) se non da Giorgia Meloni. La quale sulle amministrative la pensa precisamente come Elly: è presto. E per tornare al pensiero malizioso sui ragionamenti della segretaria Dem, se Calabresi vuol dire Azione, e Azione non c’è a livello nazionale, come si fa ad avere geometrie diverse su una città importante come Milano.

Non a caso Stefano Buffagni, segretario cittadino del Movimento 5 Stelle, persona accortissima e assai furba, di Calenda dice senza mezzi termini: “Calenda è un esperto di Roma e di sè stesso, Milano non la conosce o per interposta persona quindi per me lascia il tempo che trova. Mi adeguo, l’accordo che si farà a livello nazionale si farà anche qui”.

L’assenza che pesa: al Corvetto la segretaria non ci sarà

E c’è un dettaglio di calendario che ai maligni del Nazareno non è sfuggito. Dal 3 al 13 settembre la Festa dell’Unità milanese occupa gli spazi dell’Arci del quartiere Corvetto con il titolo “È il tempo delle passioni felici”, e sul palco passeranno praticamente tutti: il sindaco Beppe Sala in apertura, Pierluigi Bersani, Roberto Speranza, Andrea Orlando, Giorgio Gori, perfino Matteo Renzi, Nicola Fratoianni e lo stesso Buffagni. Passerà anche Mario Calabresi, insieme agli altri possibili aspiranti alle primarie, da Majorino alla vicesindaca Anna Scavuzzo.

Chi non passerà è Elly Schlein, che a Milano quest’anno non verrà: l’ultima volta in città risale al Pride dello scorso giugno. Saranno semmai i militanti milanesi a raggiungere lei, in pullman, il 13 settembre, per ascoltare il discorso di chiusura della festa nazionale a Reggio Emilia. Undici giorni di dibattiti sul futuro della città, e la segretaria che li osserva da duecento chilometri di distanza.

Più che elezioni, un esercizio di pazienza

E dunque, tornando a quell’incontro Calabresi-Schlein: si farà forse, più avanti. Ma c’è da far passare l’acqua nazionale sotto i ponti di Milano. Più che elezioni, sembrano un esercizio di pazienza. Per tutti.

 

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